Quest’anno il solstizio d’estate cade esattamente alle 5.31 del 21 giugno. Per noi che abitiamo nell’emisfero boreale è l’inizio della stagione calda, mentre per chi vive nell’emisfero australe rappresenta l’inizio dell’inverno. Solstizi ed equinozi sono fenomeni astronomici che conosciamo dalla notte dei tempi come segni dell’alterarsi delle stagioni. Il solstizio d’estate è anche il giorno più lungo dell’anno (nell’emisfero nord) in cui il Sole raggiunge la massina altezza nel nostro cielo. Al di là della visione poetica di San Francesco (frate sole… lo qual è iorno, et allumini noi per lui) il nostro astro è una stella di media grandezza come ce ne sono miliardi nell’universo e proprio questa caratteristica così come altre, lo rende molto interessante. Grazie allo sviluppo della moderna astronomia e dei telescopi oggi conosciamo meglio il suo funzionamento e i suoi effetti sulla Terra. E benché del Sole crediamo di sapere molto, in realtà abbiamo ancora molto da scoprire soprattutto se pensiamo che la nostra stella esiste da alcuni miliardi di anni e noi abbiamo cominciato a studiarlo da circa quattrocento. Alle molte domande che ancora abbiamo sulla nostra stella contribuiscono a dare risposta in particolare due centri di centri di ricerca che hanno sede nel Canton Ticino: la Specola solare di Locarno Monti e l’Istituto di Ricerche solari di Locano. Ad essi si aggiunge la stazione di MeteoSvizzera di Locarno Monti che degli effetti del calore solare sull’atmosfera terrestre si occupa ogni giorno, anche nella prospettiva dei mutamenti climatici.
Ne parliamo con i nostri ospiti:
Marco Cagnotti, fisico, direttore della Specola solare di Locarno Monti
Renzo Ramelli, vicedirettore dell’Istituto di Ricerche Solari di Locarno (IRSOL) affiliato all’USI
Marco Gaia, meteorologo, responsabile di MeteoSvizzera di Locarno Monti