“Sono uscito perché quel giorno morivo. Non volevo fare del male a nessuno”. Queste le parole che avrebbe pronunciato in carcere, con il suo legale, l’uomo che ha investito un gruppo di passanti in centro a Modena sabato pomeriggio 16 maggio. Tra le persone investite, quattro sono ancora ricoverate in gravi condizioni: tre di loro rischiano di morire.
Il fermo e l’intervento dei cittadini
L’uomo, fermato e bloccato da un gruppo di passanti, è poi stato consegnato alla polizia. Come ha sottolineato il sindaco di Modena - per rispondere alle polemiche politiche sulla nazionalità di origine del cittadino italiano (i genitori sono marocchini) - all’intervento per disarmarlo e immobilizzarlo hanno partecipato anche due egiziani, che la cittadinanza non ce l’hanno.
Le indagini: disagio psichiatrico, non terrorismo
Ora l’uomo è in stato di fermo per strage e lesioni aggravate, si trova in carcere a Modena e martedì è prevista l’udienza di convalida. Al momento non gli vengono contestati reati di terrorismo. Quella eversiva è una pista che non si può ancora definitivamente scartare, ma per il momento non si sono trovati segni di radicalizzazione e l’attenzione si concentra sul suo percorso di cure psichiatriche, intrapreso tra il 2022 e il 2024 e a quanto pare interrotta. Terrorismo o no, quello che è successo, in ogni caso, non ha precedenti in Italia.
Il racconto fatto al suo avvocato è vago e annebbiato, con ricordi che spesso dovevano essere stimolati dallo stesso legale. “Andavo più forte che potevo”, ha detto. E quando è stato informato delle condizioni dei feriti, tra cui la donna che ha perso le gambe, avrebbe risposto: “Che cosa tremenda”.
La richiesta di perizia psichiatrica
Intanto la difesa dell’uomo ha chiesto che il 31enne venga visitato da un medico in ospedale. E poi chiederà la perizia psichiatrica, ha detto il suo legale.
Nel 2022 il 31enne si rivolse al centro di salute mentale perché si sentiva perseguitato e iniziò a prendere pastiglie. Lo avrebbe riferito lui stesso, parlando con il suo avvocato. La famiglia non era a conoscenza del percorso di cure intrapreso dal 31enne e interrotto nel 2024. Nell’ultimo periodo l’uomo stava sempre più spesso da solo, parlava da solo, stava a lungo su telefono e computer. I genitori avevano capito che stava male, non era lucido.
Un tema di cui l’uomo si lamentava era l’assenza di lavoro: in passato aveva lavorato, per brevi periodi, per almeno quattro aziende, come magazziniere, spedizioniere e come impiegato, che era quello che voleva fare.
Le condizioni dei feriti
La donna tedesca di 69 anni ricoverata all’ospedale di Baggiovara di Modena è stata estubata ed è cosciente. Lo si apprende da fonti sanitarie. La donna era una dei quattro feriti più gravi dopo essere stata investita il 16 maggio dall’auto. Si tratta della donna colpita per ultima dall’auto che nell’impatto le ha tranciato entrambe le gambe.

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