Cultura e spettacoli

Omaggio alla Titanus a Locarno

Svelato il tema della retrospettiva del Festival del film edizione 2014

  • 28 gennaio 2014, 11:49
  • 5 settembre 2023, 14:37
il gattopardo retrospettiva locarno 2014.jpg

Una celebre scena del "Gattopardo", di Luchino Visconti, anche questo un lungometraggio targato Titanus

  • Festival del film Locarno

Il Festival di Locarno torna a omaggiare una grande casa di produzione: dopo la Lux, nel 1984, la retrospettiva sarà questa volta dedicata alla Titanus, prolifica propinatrice di capolavori.

Creatura di Gustavo Lombardo, che la fondò nel 1904, fu per l'Italia ciò che Metro Goldwyn Mayer e 20th Century Fox, con le quali, per altro, avviò fruttuose cooperazioni, furono per il cinema statunitense.

L'ampia rassegna si concentrerà sul periodo d'oro della filmografia della penisola, dal dopoguerra agli anni Settanta del secolo scorso, protagonisti registi come Comencini, Fellini, Lattuada, Olmi, Pietrangeli, Risi, Visconti o Zurlini, ma anche maestri di genere quali Bava, Freda, Margheriti o Mastrocinque.

"Uno sguardo sulla fabbrica dei sogni"

Per il direttore artistico Carlo Chatrian, "l'idea di raccontare la storia del cinema italiano attraverso la sua più grande 'fabbrica di sogni' si collega direttamente a quel percorso di rilettura del passato volto a rompere steccati e pregiudizi consolidati, che caratterizza la programmazione del Festival. Guardare all'universo Titanus è gettare uno sguardo a quel laboratorio dove il cinema popolare e quello d'autore si confondono e si nutrono vicendevolmente."

Il manifesto della 67ma edizione

Gallery image - Omaggio alla Titanus a Locarno

"Piazza Grande è uno straordinario soggetto, ma anche uno dei luoghi più fotografati della Svizzera. Fin da subito abbiamo intuito che bisognava cercare l'immagine nel 'tempo', piuttosto che in un nuovo 'punto di vista', spiega Michele Jannuzzi, uno dei titolari dello studio ideatore. "La proiezione sta per finire e già si vedono i titoli di coda. Le facciate delle case s'illuminano di mille colori (...) e quella straordinaria distesa di persone che ogni sera assiste allo spettacolo del cinema si rianima in una grande festa popolare. Niente più che una manciata di secondi senza regia o coreografia. Senza trucchi o manipolazioni, solo calibrando esposizione e diaframma, Piazza Grande ci regala un suo nuovo volto", conclude motivando la scelta.

Red.MM/dg

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