Gli Stati Uniti prenderanno “il controllo della Striscia di Gaza”. E non solo: “Ci sbarazzeremo di tutte le case distrutte” per trasformare la regione in una “riviera del Medio Oriente”. Sono le dichiarazioni fatte all’inizio di febbraio dal presidente statunitense Donald Trump dopo aver ricevuto alla Casa Bianca il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Una “riviera del Medio Oriente” che nelle scorse ore ha preso forma in un videoclip generato dall’intelligenza artificiale e che Trump ha condiviso sui suoi canali social Instagram e Truth. Si tratta di un filmato che mostra “Trump Gaza”, con grattacieli e spiagge scintillanti, con tanto di statua dorata del presidente statunitense e persone che ballano mentre piovono banconote da un dollaro e un sosia di Elon Musk si gode un piatto di hummus.
Le critiche
Già all’inizio di febbraio, le dichiarazioni di Trump avevano fatto discutere. L’ambasciatore palestinese all’ONU Riyad Mansur aveva chiesto ai dirigenti mondiali di “rispettare il desiderio del popolo palestinese” di vivere a Gaza. E alla visione del presidente statunitense si erano detti contrari tutti i paesi della regione. Europa e Russia avevano ribadito il loro sostegno alla soluzione dei due Stati in Palestina.
Ma Donald Trump fa sul serio? Se il controllo statunitense della Striscia di Gaza e la trasformazione del territorio in una “riviera del Medio Oriente” fosse effettivamente la soluzione definitiva proposta dall’amministrazione Trump, “ci sarebbero enormi problemi da un punto di vista etico e legale, perché quella che viene prefigurata (da Trump, ndr) è essenzialmente una forma di pulizia etnica” aveva detto a inizio febbraio al Radiogiornale della RSI Marco Pinfari, specialista mediorientale e professore dell’Università di Pavia.
L’accordo sulla tregua che sta per scadere
Nel frattempo nella regione sta per terminare la prima fase dell’accordo tra Israele e Hamas sulla tregua nella Striscia di Gaza. E i colloqui per prolungarla o avviare la fase due sono ancora in alto mare: Hamas dichiara di non aver ricevuto alcuna proposta per la nuova fase.
È inoltre ancora prevista la restituzione delle salme di quattro ostaggi e il rilascio di 602 detenuti palestinasi. Un rilascio, quest’ultimo, che lo scorso sabato era stato bloccato finché, come aveva spiegato il premier israeliano, Hamas non cesserà di spettacolarizzare la liberazione dei rapiti.
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