La presidente della Corea del Sud Park Geunhye è contestata da una larga fetta della popolazione. La sua popolarità è scesa al 5% e sabato la folla è scesa in piazza per chiederle di dimettersi a causa dello scandalo che coinvolge la sua confidente: Choi Soon-sil. La donna, ribattezzata la "sciamana" o la "nuova Rasputin", è stata arrestata per abuso di potere e altri capi d'accusa. Grazie al suo ruolo negli affari di Stato (pur non avendo alcun incarico ufficiale), avrebbe avuto accesso a documenti riservati e avrebbe anche indotto grandi gruppi industriali, come Samsung, a versare generosi contributi da lei poi usati a fini personali.
Stando agli organizzatori della manifestazione, sabato quasi un milione di persone partecipa al raduno in corso nel centro di Seul. La polizia, presente con 25’000 agenti, valuta i partecipanti in 260’000.
Si tratta della più grande protesta che si svolge nel Paese del 2008 quando i cittadini erano scesi in piazza contro l'import di carne dagli USA per i timori suscitati dal morbo della mucca pazza. Ma c'è anche chi sostiene che abbia le proporzioni di quella del 1987 quando i sudcoreani costrinsero il regime militare a accettare un sistema presidenziale a elezione diretta.
Diem/ATS
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12.11.2016: Proteste in Corea del Sud