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Regeni, al Sisi smentisce

Il presidente egiziano esclude che siano stati i suoi servizi segreti a uccidere il giovane italiano

  • 13 aprile 2016, 23:53
  • 7 giugno 2023, 19:13
Il presidente egiziano al Sisi non ha chiarito i dubbi sul caso Regeni

Il presidente egiziano al Sisi non ha chiarito i dubbi sul caso Regeni

  • Reuters

Non sono stati i servizi segreti egiziani a uccidere Giulio Regeni, il ricercatore italiano massacrato al Cairo in gennaio, nonostante le “menzogne” fatte circolare da “gente malvagia”. A sostenerlo mercoledì il presidente Abdel Fattah Al Sisi che rivendica piena trasparenza da parte egiziana e invita gli inquirenti italiani a tornare al Cairo per indagare ancora sulla morte del giovane.

A Roma intanto si studiano altre misure per fare pressione sull'Egitto dopo il richiamo dell'ambasciatore Maurizio Massari, ma il capo di Stato egiziano continua categoricamente a scartare la pista di un omicidio di Stato.

Il generale ha ammesso che il caso Regeni è un problema, ma a crearlo è stato qualche “malvagio” che ha diffuso su media e social network accuse infondate sugli apparati di sicurezza interni. La nazione africana, ha ribadito il presidente, ha “grande interesse” a trovare gli assassini del ragazzo, per tutelare le “relazioni privilegiate” con l'Italia, che a suo dire nel 2013 si pose “al fianco dell'Egitto” nel far cadere il Governo islamista di Mohamed Morsi.

ATS/Reuters/EnCa

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