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Venezuela, chavismo addio?

Due mesi fa le elezioni . Tra due mesi, ad aprile, il referendum revocatorio del premier. Ora: quasi paralisi

  • 16.02.2016, 07:36
  • 07.06.2023, 17:29
04:37

Venezuela, due mesi in 4 minuti - di Andrea Sceresini e Lorenzo Giroffi

RSI Info 11.02.2016, 19:01

  • Lorenzo Giroffi

6 dicembre 2015: il Venezuela cambia orientamento politico a 17 anni dalla salita al potere di Hugo Chavez. Il "presidente eterno" - scomparso nel 2013 - si è lasciato alle spalle un Paese in balia della crisi economica e flagellato da un'inflazione senza eguali nel mondo (le recentissime previsioni del Fmi parlano di tassi del 720%). I beni di prima necessità sono spesso introvabili. Per procurarseli è necessario ricorrere al mercato nero dei "bachaqueros". È anche per questo che il partito socialista del presidente Nicolàs Maduro è stato sconfitto nelle elezioni parlamentari del 6 dicembre: una debacle storica, che molti hanno interpretato come l'inizio di una svolta.

Strada in salita

L'opposizione, indebolita dalle divisioni interne, deve fare i conti con l'immensa moltitudine dei supporter chavisti, spesso ostili a Maduro ma fermamente contrari - nel contempo - alle annunciate riforme del welfare state. "Chi agirà contro il popolo dovrà fare i conti con le reazioni della piazza", ha annunciato all'indomani della sconfitta il presidente della repubblica bolivariana, il cui esecutivo può contare sull'appoggio dei vertici militari. Che l'opposizione abbia le mani legate appare ormai piuttosto evidente. In un mese e mezzo di attività, la nuova Asamblea non è nemmeno riuscita a far approvare in forma definitiva la Ley de Amnistia, che permetterebbe la liberazione dei molti prigionieri politici incarcerati negli scorsi anni, tra i quali figura - peraltro - il leader riconosciuto della coalizione anti-chavista, Leopoldo Lopez. Anche il referendum revocatorio nei confronti del premier - previsto per aprile - potrebbe clamorosamente saltare a causa di alcuni cavilli giuridici. E intanto a Caracas continua a esplodere la violenza: nel solo mese di gennaio del 2016 sono state uccise nella capitale 474 persone, 27 in più rispetto allo stesso mese del 2015.

Red. MM/l.g-a.s.

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