Pianista e compositore, il nostro ospite di oggi veste da tempo anche i panni dell’organizzatore, in particolare come direttore artistico del Festival JazzAP e del Cotton Jazz Club di Ascoli Piceno, sua città natale. Come musicista e leader di formazioni ben assortite, Emiliano D’Auria ha sempre cercato di restituire una lettura originale della sua intima fascinazione per le atmosfere e i territori del profondo nord europeo, che come sappiamo animano una parte significativa del catalogo ECM. Lo si capisce bene ascoltando il suo quinto lavoro discografico pubblicato nel 2023, First rain, che non a caso ha registrato nelle remote, antiche e sconfinate terre scandinave dell’isola di Giske, in Norvegia, dove l’attesa dell’imminente «prima pioggia» di primavera diventa una metafora relativa alla concretizzazione del progetto sonoro che prende corpo attraverso dodici composizioni inedite, tutte farina del sacco di Emiliano D’Auria. In quel caso era in compagnia di un quartetto tutto italiano che, tra l’altro, è stato protagonista di un appuntamento con la nostra rassegna Tra jazz e nuove musiche, ma sulla nostra arca radiofonica ci parlerà prima di tutto del suo progetto più recente, The baggage room, realizzato registrato al Bunker Studio di Brooklyn (NY) alla testa di un quintetto costituito da affermati musicisti americani. Un’occasione babilonica per addentrarci nel laboratorio creativo di uno dei pianisti più interessanti della scena jazz italiana.
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