Giovanni Paolo II a Flueeli-Ranft nel canton Obvaldo (1984)
Domenica in scena

Giobbe, la sofferenza non come punizione ma presagio

di Karol Wojtyla

  • 02.04.2025
  • 53 min
  • keystone
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Con Paola Gasmann e Ugo Pagliai
Regia Claudio Laiso

In occasione del primo anniversario della morte di Giovanni Paolo II nel 2006 il regista Claudio Laiso ha curato per i Vesperali “Giobbe” di Karol Wojtyla con la partecipazione di Paola Gassman e Ugo Pagliai. Un sodalizio il loro sia professionale che personale che si è interrotto, poco più di un anno fa, con la morte di Paola (Milano, 29 giugno 1945 – Roma 9 aprile 2024).
Un tuffo nel passato di Karol Wojtyla, negli anni della giovinezza, ci restituisce un ragazzo riflessivo, già segnato dalla sofferenza. Da bambino aveva perso la madre e l’unico fratello. Sentì e meditò profondamente la sofferenza propria e quella del suo paese, colpito da una guerra sanguinosa e da una spietata occupazione nazista. Il 2 novembre 1939, in una lettera a un amico scrisse: “Ultimamente ho pensato molto alla forza liberatrice della sofferenza. È sulla sofferenza che si fonda il messaggio di Cristo, a cominciare dalla Croce fino al più piccolo tormento umano. Questo è il vero messianesimo”.
Da queste osservazioni, pochi mesi dopo, sarebbe venuto alla luce “Giobbe, dramma dall’Antico Testamento”. Scritto da Karol Wojtyla a Cracovia nella Quaresima del 1940 il testo di “Giobbe” è proposto con la narrazione parallela di alcune vicende della vita di Giovanni Paolo II. Diretti da Claudio Laiso ai microfoni oltre alla coppia Pagliai-Gassman, Diego Gaffuri, Antonio Ballerio, Claudio Moneta. Una commovente meditazione sul destino umano, scritta da Karol Wojtyła a 20 anni, nello spirito della speranza cristiana.

In onda su Rete Due domenica 20 Aprile alle 17:35

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