Da stasera nemmeno la matematica potrà salvare il Lugano. Confrontati all’ennesimo “dentro o fuori” stagionale, stavolta decisivo ai fini della classifica, gli uomini di Krupp hanno di nuovo fallito l’obiettivo e la sconfitta per 3-2 contro il Ginevra ha di fatto certificato il peggior risultato nella storia del club. Thürkauf e compagni termineranno infatti la regular season al 13o posto e disputeranno (forse?) l’insidiosissimo playout contro l’Ajoie, l’amara conclusione di un’annata disastrosa, iniziata benissimo ma via via diventata sempre più irrecuperabile. La speranza ora per i ticinesi è che il Visp - unica formazione di Swiss League che ancora potrebbe puntare alla promozione - non superi il Turgovia in semifinale: ciò manderebbe in vacanza sia luganesi che giurassiani senza dover passare da una terribile serie per la salvezza.
Contrariamente al match di due settimane or sono, stavolta sono stati i bianconeri a partire più forte, anche se solo in un paio di occasioni sono riusciti a mettere in apprensione Mayer. Dal canto loro invece i padroni di casa si sono limitati a chiudersi davanti al proprio portiere, aspettando sornioni il momento giusto per colpire. Momento che - come consuetudine - la retroguardia sottocenerina ha concesso, permettendo a Jacquemet (il quale proprio oggi ha annunciato il ritiro a fine stagione) di firmare il vantaggio al 14’ battendo Huska - ancora preferito a Schlegel - da media distanza. La rete subita non ha tolto motivazione al Lugano, che anzi ha messo più convinzione nei propri tentativi anche se il muro ginevrino ha continuato a reggere. Un’immagine fedele della stagione dei ticinesi a livello offensivo, visto che i sottocenerini sono la squadra che tira di gran lunga di più di tutta la lega ma con la peggior percentuale di realizzazione.
Dall’altra parte le Aquile, ancora invece in corsa per i play-in, si sono fatte vedere solo in rare occasioni, risultando però molto pericolosi in tre occasioni col top scorer Manninen, fermato due volte da Huska e un’altra dalla traversa. Alla disperata ricerca delle reti che avrebbero potuto tenere vive le speranze di salvezza, Krupp ha rimescolato le carte a inizio terzo periodo per cercare nuova linfa in avanti. Tentativo riuscito, anche se il gol non è arrivato da un attaccante bensì da un tiro beffardo di Guerra, che ha superato Mayer tra i gambali dopo un’azione convulsa. Un gol che ha ridato speranza ai bianconeri, ma la gioia per il ribaltone firmato da Carr a 2’34” dal termine si è rivelata essere effimera, perché dapprima Hartikainen e poi Granlund a porta sguarnita hanno definitivamente scritto il destino dei sottocenerini.
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A tutto hockey
A tutto Hockey 27.02.2025, 23:00
Legato a Sport e Musica del 27.02.2025