Svolta nella politica afghana da mesi intrappolata in un braccio di ferro che ha tenuto bloccato il paese: il presidente Ashraf Ghani e il suo rivale Abdullah Abdullah hanno firmato un accordo per la condivisione del potere. Lo ha annunciato su Twitter Gedi Sediq Sediqqi, portavoce del presidente, sottolineando che "Abdullah guiderà la commissione di riconciliazione nazionale e i membri della sua squadra saranno inclusi nel gabinetto".
Gli USA plaudono all'iniziativa. Il segretario di Stato Mike Pompeo "si congratula con i due leader per aver raggiunto un accordo su una governance inclusiva per l'Afghanistan". In una nota la portavoce Morgan Ortagus, non ha tuttavia mancato di rimarcare il "rammarico" di Pompeo per "il tempo perso" nei mesi caratterizzati da una vera e propria faida, che ha fatto precipitare il paese in una conclamata crisi politica.
Anche il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha salutato con favore l'accordo di condivisione del potere stipulato tra i rivali e li ha esortati a rinnovare i loro sforzi per la pace.
Abdullah era stato in passato "chief executive" in base a un accordo sulla divisione del potere, ma aveva lasciato l'incarico dopo la sconfitta nelle elezioni presidenziali di settembre che hanno visto la vittoria - tra ricorsi e accuse di frodi - di Ghani. Poi si era autodichiarato presidente e aveva proceduto a una cerimonia di insediamento il 9 marzo, lo stesso giorno del giuramento del'eletto.
Ora, ha dichiarato Abdullah Abdullah, l'accordo impegna le parti alla realizzazione di "un'amministrazione più inclusiva, responsabile e competente" e "significa assicurare una via per la pace, il miglioramento della governance, la protezione dei diritti, il rispetto delle leggi e dei valori".