Le automobili sono sempre più connesse; i costruttori di veicoli, in questi ultimi tempi, promuovono sempre più l’interconnessione dei loro prodotti. Oggi in auto si può fare quasi di tutto: ascoltare musica, scambiare mail, utilizzare i sistemi di navigazione e di soccorso e un’infinità di altre applicazioni informatiche.
Il pirataggio di veicoli intelligenti e interconnessi alla rete diventa sempre più un rischio da considerare nell’ambito della sicurezza stradale e non, come recentemente successo quando due ricercatori si sono impossessati del sistema di infotainement di una Jeep, riuscendo a manipolare il funzionamento di freni, tergicristalli, a modificare la velocità. Ciò che ha costretto il costruttore statunitense a richiamare 1,4 milioni di esemplari del modello per modifiche all’informatica.
Praticamente, ad oggi, nessun costruttore di veicoli dispone di esperti anti pirataggio per i suoi sistemi connessi a bordo delle rispettive vetture. La nuova frontiera per gli hacker ai danni dei sistemi informatici connessi a bordo delle autovetture è l’oggetto di una conferenza mondiale sulla sicurezza che si svolge in questi giorni a Las Vegas.
Red.MM/ATS/Swing