Bouncing with Bud è il titolo di un celebre brano di Bud Powell. Ma è anche il titolo del nuovo album di Alessandro Lanzoni, giovane pianista sicuramente fra i più dotati e interessanti non solo in Italia.
Si tratta infatti di un omaggio concepito per i cento anni dalla nascita (1924) di un artista senza il quale il pianoforte jazz sarebbe semplicemente qualcos’altro. Pubblicato dall’etichetta catalana Fresh Sound Records, questo disco non ha nulla delle tante produzioni che periodicamente usano i cinquanta, cento o duecento anni come pretesto celebrativo per sfornare un nuovo titolo.
Qui si tratta di un omaggio che scaturisce da una passione autentica, dalla sconfinata ammirazione di Lanzoni per questo genio sfortunato, morto neppure quarantaduenne dopo un inenarrabile calvario esistenziale. Una delle icone più sublimi e amare di quella genialità tormentata e sofferente di cui il jazz è intessuto in molti dei suoi momenti più alti. Il trasporto contagioso che Lanzoni riversa nelle sue interpretazioni e le emozioni che suscita all’ascolto, lasciano il segno. E mentre si respira il drive, l’imprevedibilità, il profumo di Bud Powell, al tempo stesso si apprezza l’originalità di una rilettura che in realtà trasfigura il suo modello e lo tratta per ciò che è: un classico al di sopra delle mode.
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