I festeggiamenti per il 135° anniversario culmineranno il 29 marzo con eventi speciali, musica e proposte gastronomiche in vetta.
Il 26 marzo 1890 veniva inaugurata a Lugano la funicolare del San Salvatore, poi aperta al pubblico ufficialmente già dal giorno successivo. Un evento non solo storico, ma anche una decisione lungimirante e soprattutto proficua, che ottiene consensi (spesso senza precedenti) anche a distanza di 135 anni.
Un mezzo che aumentò la già grande fama del monte omonimo, diffusasi a partire dal XIII secolo grazie ai pellegrinaggi dei fedeli che affrontavano a piedi la salita fino alla vetta, come omaggio religioso; ciò che spinse, e che continua a spingere, le persone a raggiungere la cima di questa montagna simbolo di Lugano, non è tuttavia solo il valore spirituale, ma anche l’impareggiabile veduta a tutto tondo che si può ammirare dalla cima sull’intera regione del lago di Lugano, sulla vasta pianura lombarda, così come sulle maestose catene alpine svizzere e savoiarde.
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Non sorprende, dunque, che verso la fine del XIX secolo fu intuita l’opportunità di valorizzare il San Salvatore dal punto di vista economico e turistico; siccome all’epoca la montagna era accessibile solo a piedi o a dorso di mulo, servivano infatti nuove possibilità di sviluppo per rispondere alla sempre crescente popolarità. La prima proposta per la costruzione di una funicolare avvenne già nel 1870; l’idea fu di Stefano Siccoli, un intraprendente fiorentino che aveva preso in affitto la modesta osteria situata sulla vetta, proponendo il progetto ambizioso di costruire non solo una strada carrozzabile, ma appunto anche una funicolare e un grande albergo. L’idea, seppur grandiosa, si rivelò però impraticabile. Le sottoscrizioni avviate per raccogliere i fondi necessari non portarono ai risultati sperati e il progetto fu abbandonato. Una nuova iniziativa rivolta al Consiglio Federale, promossa dall’avvocato luganese Antonio Battaglini con il sostegno di un gruppo di determinati concittadini, fu presentata il 10 agosto 1885: la richiesta prevedeva la concessione per la realizzazione di una ferrovia a cremagliera che collegasse Lugano alla vetta del San Salvatore, in un tracciato che attraversava il tunnel ferroviario di Brentino, proseguendo poi attraverso Pazzallo, Carabbia e Ciona, per affrontare infine l’ultima salita verso la cima; la lunghezza complessiva prevista per la linea era di 3.866 metri. La concessione fu ottenuta nel dicembre di quell’anno e subito dopo iniziarono gli studi per la realizzazione della ferrovia, mentre l’avvocato si attivava per reperire i fondi necessari al finanziamento dell’opera.
Nella cronistoria della Società Monte San salvatore si legge anche che: «I lavori di costruzione vennero iniziati il 24 luglio 1888 e avrebbero dovuto essere portati a termine entro il 1. agosto 1889. Ma le continue piogge durante l’estate ritardarono i lavori che per guadagnare tempo, a partire dal 19 settembre 1889, si svolgevano anche di notte, alla luce delle fiaccole. Il cattivo stato del terreno al Vallone di Calprino obbligò i costruttori a sostituire la prevista muraglia-diga con un viadotto di ferro lungo 103 metri».
L’inaugurazione della funicolare, programmata per il 19 marzo 1890, fu posticipata all’ultimo momento per la mancata autorizzazione federale, che arrivò infine il 20 marzo 1890 a seguito dell’ispezione ufficiale e del collaudo della funicolare. La solenne cerimonia di inaugurazione ebbe luogo mercoledì 26 marzo 1890, con la partecipazione di circa ottanta ospiti al banchetto ufficiale. La mattina successiva, la funicolare del San Salvatore entrò in servizio legalmente anche per il pubblico, con corse coordinate agli orari dei battelli. Le tariffe per il tragitto Paradiso-San Salvatore erano fissate a 3 franchi per la prima classe e 4 franchi per la seconda classe; la funicolare impiegava 26 minuti per raggiungere la vetta e le vetture potevano ospitare 32 persone.
Nel corso degli anni vennero attuati numerosi lavori di miglioria relativi all’intero progetto, come l’ampliamento del ristorante Vetta nel 1896, ma come anche la completa trasformazione dell’impianto di trazione - avvenuta a distanza di molti anni, nell’inverno del 1925/26, principalmente a causa della Prima guerra mondiale- grazie all’istallazione di un nuovo macchinario che permetteva di raggiungere la cima in 18 minuti e trasportava 65 persone. Una decina di anni più tardi venne poi aumentata ancora la sicurezza con dei macchinari di trazione e tutta una serie di modifiche collegate, cosicché la durata della corsa diminuì ulteriormente arrivando a 14 minuti.
Con l’avvento della Seconda guerra mondiale, il cinquantesimo anniversario della funicolare non fu celebrato e si dovette attendere il mese di maggio del 1945 per vedere la ripresa del flusso turistico sul San Salvatore. Qualche anno prima però, nel 1943 fu comunque avviata un’importante iniziativa ad opera della Commissione studi e ricerche sull’alta tensione dell’Associazione svizzera degli elettrotecnici e dell’Unione centrali elettriche svizzere: «si creò in vetta al San Salvatore un centro di studi sui fulmini, diretto dal prof. Dr. h.c. Karl Berger del Politecnico federale di Zurigo. In vicinanza della chiesina venne eretta un’antenna alta 70 metri, di legno, con una punta d’acciaio di 10 metri. Il centro era dotato delle più sofisticate apparecchiature per la misurazione dei fulmini. Un’antenna di uguale altezza, interamente di acciaio, venne impiantata nel 1950 sul “Dosso San Carlo”. Il centro venne smantellato nei mesi di giugno-luglio 1982» (Cronistoria Società Monte San Salvatore).
Per restare al passo con l’evoluzione tecnologica e le nuove esigenze, negli anni successivi l’impianto fu oggetto di continui aggiornamenti, così come furono realizzare delle innovazioni non solo alla funicolare, ma anche al ristorante, ristrutturato grazie ad ingenti crediti stanziati dal Consiglio d’Amministrazione a partire dall’inverno 1984-85 che permisero di rinnovare anche la sala d’aspetto nella stazione di partenza a Paradiso.
Fiori alla partenza dalla stazione di Paradiso
Il giubileo per il centenario della funicolare del San Salvatore fu celebrato nel 1990, quale dimostrazione concreta della grande visione dei suoi promotori, che non smisero mai di credere nella bontà di un progetto importante a livello economico e turistico nonostante le avversità tecniche e le difficoltà finanziarie che si presentarono nel corso dei decenni. Nel 1987, dunque qualche anno prima de festeggiamenti ufficiali, “Il Quotidiano” dell’allora RTSI volle ripercorrere tutta la storia e le caratteristiche peculiari della funicolare attraverso il servizio di Lauro Bettelini, che raccontò quest’avventura cominciata con le prime 40 persone trasportate in vetta.
I cent’anni della funicolare San Salvatore
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Negli anni successivi furono introdotti ancora nuovi aggiornamenti e innovazioni per mantenere l’impianto sempre all’avanguardia: la creazione di grandi sale multiuso nel Ristorante Vetta (1997), la fruibilità dell’intera struttura anche alle persone disabili (1998), l’allestimento del Museo San Salvatore (1999) e di uno spazio espositivo dedicato alle rocce, ai minerali e ai fossili della regione (2000), l’oneroso rinnovamento degli impianti e delle vetture -ora panoramiche (2001), senza dimenticare l’inaugurazione sul San Salvatore della prima via ferrata “cittadina” per gli amanti dell’arrampicata (2002). La stessa cura fu poi profusa perdurò anche nel decennio successivo, con risultati che confermarono (e confermano) gli sforzi; nel 2011, ad esempio, dopo 121 anni di esercizio, si festeggiò il prestigioso traguardo del 17milionesimo passeggero trasportato in vetta con la funicolare. I numeri da record si riscontrano però anche negli ultimi anni, come nel 2019 quando i passeggeri saliti sul “Pane di Zucchero del Ceresio” si attestarono a oltre 200’000: una cifra storica rispetto al ventennio precedente che spinse la società luganese ad ampliare l’offerta anche nei mesi invernali, con aperture ogni fine settimana dal 7 dicembre all’8 di marzo.

Lugano investe sul turismo invernale
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Anche il 2022 fu un’ottima annata, celebrando il 19milionesimo cliente dall’apertura, e poi il 2023, quando venne registrato il numero di 274’000 persone trasportate in vetta, ossia il miglior risultato di sempre. Questo spinse la società a revisionare completamente l’impianto, con la sostituzione delle vetture, di elettronica, meccanica e fune. E il 2024 ha mantenuto la serie fortunata, aggiudicandosi il record di 255’000 passaggi, traguardo che ha poi dato seguito a prospettive altrettanto favorevoli anche per il 2025. La squadra della funicolare e il Ristorante Vetta hanno infatti deciso di offrire un’ampia gamma di attività per far vivere a coloro che raggiungono la cima non solo la bellezza del panorama, ma soprattutto delle esperienze uniche e memorabili, attraverso l’organizzazione di numerosi eventi e svariate possibilità sportive, museali e culinarie.
San Salvatore, una vetta da record
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Nonostante i suoi 135 anni di vita, dunque, la Funicolare Monte San Salvatore, pur rimanendo il più vecchio impianto di risalita turistico in Ticino, si presenta in piena salute, grazie alla capacità costante di sapersi rinnovare anno dopo anno, in modo dinamico, professionale e tecnicamente avanguardistico. In effetti, oltre ad offrire un accesso privilegiato a uno dei punti panoramici più spettacolari di Lugano, la funicolare vanta una caratteristica tecnica che la distingue da tutti gli altri impianti ancora operativi: la linea, non elettrificata, si estende per 1’660 metri ed è suddivisa in due tratte di pari lunghezza, ognuna di 830 metri, ma con pendenze differenti; la parte inferiore arriva fino al 37%, mentre quella superiore raggiunge il 61%, motivo per il quale le due vetture sono state progettate con strutture diverse, pur mantenendo la stessa capacità, in grado di accogliere un conducente e fino a 68 passeggeri. Entrambe le parti sono collegate a un unico cavo d’acciaio e si muovono simultaneamente, alternandosi tra le stazioni terminali e quella intermedia di scambio, dove si trova la sala macchine.

Scheda tecnica della funicolare San Salvatore
In effetti, da quando nel 2016 l’Ufficio federale dei trasporti (UFT) confermò alla direzione dello storico impianto di risalita che, essendo rispettati tutti i requisiti di legge, la proroga della concessione poteva essere attuata sino al 31 dicembre 2040, vennero messi in cantiere degli investimenti significativi per l’aggiornamento e il rinnovo; in una nota diffusa dalla stessa direzione della funicolare San Salvatore si sottolineò che “così facendo viene consolidata la strategia finalizzata a puntare costantemente sulla cura della qualità dei servizi offerti, nel pieno rispetto delle leggi e delle ordinanze in vigore”.

CSI 18.00 del 24.01.20 - L'intervista di Daniela Giannini a Adriano Bertoli
RSI Info 24.01.2020, 18:09
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