Intervista

Perché le polveri fini sono così dannose

Ricercatori svizzeri, grazie a un nuovo sistema di misurazione, mettono in evidenza la presenza di particelle altamente reattive e ossidanti

  • Ieri, 07:33
  • Ieri, 11:36
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Nei metodi di analisi usati finora, si perdevano le componenti più tossiche

  • Keystone
Di: Katrin Zöfel (SRF)/sf 

Le polveri fini sono tanto letali quanto il fumo, a livello mondiale. Ricercatori svizzeri stanno lavorando per chiarire cosa esattamente le renda così tossiche e hanno scoperto che si tratta principalmente di particelle altamente reattive e ossidanti, messe in evidenza grazie a un nuovo metodo di misurazione, come rivela SRF.

Markus Kalberer

Markus Kalberer si occupa di ricerche sull’atmosfera all’Università di Basilea. Con il suo team studia le poveri fini e gli aerosol nell’atmosfera, ma anche come l’acqua, la vegetazione e le strutture urbane determinano insieme la qualità dell’aria. Il suo nuovo studio presenta strumenti di misurazione che rilevano le polveri fini con molta più precisione rispetto ai metodi precedenti.

Perché le polveri sottili sono così tossiche (Wissenschaftsmagazin, SRF, 22.03.2025)

SRF: Quanto sono pericolose le polveri fini?

Markus Kalberer: Più di sei milioni di persone muoiono ogni anno in tutto il mondo a causa dell’esposizione a elevate concentrazioni di particolato fine. Un dato pari al numero di decessi causati dal fumo e tre o quattro volte superiore a quelli causati dalla malaria.

Il problema delle polveri fini viene preso abbastanza sul serio?

A livello politico, non è ancora compreso anche a causa del fatto che si tratta di un problema a lungo termine. Non si muore immediatamente quando si è a un incrocio con alte concentrazioni di polveri fini. Inoltre, non esiste una “malattia da polveri fini”. Si muore di malattie polmonari, cardiovascolari e di una serie di altre malattie. Nessuna di queste è causata esclusivamente dalle polveri sottili. Ma le polveri sottili le aggravano.

Avete studiato perché le polveri fini sono così dannose. Non era già chiaro?

La correlazione statistica tra una forte esposizione alle polveri fini e le malattie menzionate è documentata da oltre 30 anni. Tuttavia, il motivo per cui una particella, quando inalata, è tossica e cosa provoca nel corpo è ancora poco compreso.

Perché non si è riusciti a scoprirlo finora?

Il metodo con cui finora si è studiato chimicamente e tossicologicamente le polveri fini è di raccoglierle su un filtro di carta e poi analizzarle in laboratorio, uno o anche diversi giorni più tardi. Il tempo tra la raccolta e la misurazione è un problema, perché proprio le componenti molto tossiche delle polveri fini sono molto reattive e reagiscono tra loro prima dell’analisi.

Quindi le sostanze importanti sono già scomparse al momento dell’analisi?

Esattamente.

Avete trovato una soluzione?

Sì, abbiamo spostato l’analisi dal laboratorio direttamente sul campo. Abbiamo costruito un nuovo strumento di misurazione con cui possiamo rilevare continuamente e in pochi secondi queste componenti tossiche delle polveri fini. In questo modo possiamo determinare la reale concentrazione delle sostanze nocive.

Come funziona esattamente?

Aspiriamo continuamente l’aria nel dispositivo di misurazione e misuriamo costantemente. La parte tecnicamente difficile è stata trasferire le particelle delle polveri fini dall’aria a un liquido. Un passo necessario perché le particelle fine possono essere misurate bene solo in un liquido. Le componenti che abbiamo potuto esaminare in questo modo sono sostanze ossidanti, di cui è noto il potenziale di danneggiare le cellule.

Questo significa che le conoscenze precedenti sulle polveri fini ne sottovalutano la tossicità?

Come detto, il legame tra polveri fini e danni alla salute è chiaro da tempo, e la nostra ricerca non cambia l’entità del danno osservato. Tuttavia, ora è chiaro come ci danneggia. Abbiamo esaminato più da vicino questi meccanismi, mettendo in contatto colture cellulari con le polveri fini raccolte con il nuovo metodo. Era evidente che le polveri fini fresche mostrano una maggiore tossicità rispetto alle particelle vecchie di giorni o mesi.

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