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La guerra dei dazi di Trump è solo all’inizio

Tributi del 31% sulle importazioni dalla Svizzera, del 20% per l’UE e del 34% per la Cina – Dazi minimi del 10% per tutte le merci in arrivo negli USA

  • Ieri, 09:49
  • Ieri, 22:26
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Donald Trump mercoledì alla Casa Bianca

  • Keystone
Di: Agenzie/Redazione RSI Info 

“Oggi è il giorno della liberazione, il 2 aprile sarà per sempre ricordato come il giorno in cui l’industria americana rinasce, il giorno in cui il destino dell’America è stato ripreso, e il giorno in cui abbiamo iniziato a rendere l’America ricca di nuovo”. Così si è espresso ieri sera, mercoledì, il presidente Donald Trump elencando i dazi a cui saranno soggette le importazioni da praticamente ogni parte del mondo.

La Svizzera non è stata risparmiata, anzi, è stata colpita duramente con dazi del 31% sulle merci in arrivo dalla Confederazione. Dazi invece del 20% per quanto arriva dall’Unione Europea, del 34% dalla Cina e del 10% per il Regno Unito. L’inquilino della Casa Bianca ha inoltre deciso di applicare dazi minimi del 10% per la stragrande maggioranza delle merci in arrivo da tutto il mondo, in quella che ha tutti i contorni di una guerra commerciale che è solo alle sue fasi iniziali.

16:51

Radiogiornale

Radiogiornale 03.04.2025, 07:00

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Ieri, 23:55

NZZ: i dazi di Trump “spingono” l’accordo Berna-Bruxelles

Per la Neue Zürcher Zeitung (NZZ), il Consiglio federale può trarre una sola conclusione dai dazi imposti dal presidente statunitense Donald Trump. “Garantire il commercio con partner affidabili”, che aumenta le possibilità di un accordo con l’UE.

Agli occhi di Trump e della sua amministrazione, l’eccedenza del commercio estero e i “trucchi valutari” hanno avvicinato la Svizzera a uno Stato canaglia, scrive la NZZ in un editoriale. La Svizzera non ha cambiato la sua politica estera. Il diritto internazionale, i diritti umani, la democrazia e il libero scambio sono i suoi valori fondamentali, che condivide con l’UE, che tuttavia rimane un partner commerciale affidabile.

La decisione di Trump sui dazi ha mostrato alla Svizzera la sua dipendenza dai mercati basati sulle regole. “Grazie a Trump, le possibilità di un accordo con l’UE sono appena aumentate”, commenta la NZZ.

Ieri, 23:30

Marco Martino (Economiesuisse): “Colpo pesante per l’export e tanta incertezza”

I dazi statunitensi renderanno più costoso l’export elvetico verso gli USA e le imprese svizzere sono ovviamente preoccupate e confuse.

Il Telegiornale ne ha parlato con Marco Martino, responsabile per la Svizzera Italiana di Economiesuisse.

Guarda l’intervista

03:05

Economiesuisse, la politica dei dazi è dannosa e infondata

Telegiornale 03.04.2025, 19:55

Ieri, 22:24

Il commento del corrispondente dagli USA Massimiliano Herber

Nel “day after” dell’annuncio dei nuovi dazi doganali da parte del presidente USA Donald Trump, si sono lette e ascoltate una moltitudine di reazioni, soprattutto dai Paesi colpiti dalle tariffe. Ma quali sono state invece le reazioni negli Stati Uniti? E a cosa mira davvero Trump.

Guarda la diretta del corrispondente USA del Telegiornale Massimiliano Herber


04:49

Il punto di vista da Washington

Telegiornale 03.04.2025, 19:55



Ieri, 22:09

"I dazi costeranno 2'100 dollari all'anno per una famiglia media americana"

I dazi di Donald Trump costeranno a una famiglia media americana 2’100 dollari l’anno. A fare i conti è la Tax Foundation, stimando che il piano del presidente si tradurrà in un significativo calo delle importazioni americane con i consumatori che acquisteranno più prodotti Made in Usa o semplicemente rinunceranno a comprare determinati beni perché troppo costosi.

Ieri, 20:20

Dazi, le preoccupazioni degli imprenditori a sud delle Alpi

L’annuncio dei dazi da parte dell’amministrazione Trump ha creato preoccupazioni anche tra gli imprenditori della Svizzera italiana. Oggi la camera di commercio del Canton Ticino è stata sollecitata decine di volte.

Le esportazioni dirette dal Ticino negli Stati Uniti ammontano a 700 milioni di franchi (esclusi oro e preziosi). Le aziende farmaceutiche per ora sembrano escluse dai dazi, eppure sono preoccupate, perché siamo a uno stadio in cui tutti cercano di interpretare l’impatto delle tariffe sul proprio settore.

Ascolta le considerazioni del direttore della Camera di commercio Luca Albertoni e di due imprenditori nel contributo di SEIDISERA

03:59

Le preoccupazioni degli imprenditori della Svizzera italiana

SEIDISERA 03.04.2025, 18:00

  • RSI
Ieri, 20:12

BAK: "Poco chiaro come Trump calcoli i dazi, lavoro approssimativo"

Le spiegazioni dell’amministrazione del presidente americano Donald Trump su come vengano calcolati i dazi sono “sorprendentemente poco chiare”: lo afferma Claude Maurer, capo-economista dell’istituto di ricerca BAK Economics.

“Da noi diremmo: un lavoro approssimativo”, afferma l’esperto in dichiarazioni raccolte dall’agenzia Awp. Ma a sua avviso questo fa parte dell’approccio di Trump, all’insegna del “shock and awe” (colpisci e terrorizza): in altre parole, il caos come strategia.

“La minaccia è probabilmente lasciata volutamente poco chiara”, afferma l’intervistato. “E Trump 2 è diverso da Trump 1: le tariffe hanno una priorità molto più alta nel suo secondo mandato”. Se necessario, anche a spese dell’economia statunitense. La sintesi di Maurer è chiara: “Si tratta di politica di potere”.

Ieri, 19:52

Dazi, quali conseguenze per la Svizzera?

Dazi sulle esportazioni svizzere, e ora? Per capire meglio le conseguenze che potrebbero esserci sull’economia svizzera dopo le tariffe annunciate da Donald Trump SEIDISERA ha sentito Elena Guglielmini, analista di UBS.

Ascolta le sue considerazioni

05:29

Analista spiega quali conseguenze per la Svizzera

SEIDISERA 03.04.2025, 18:00

Ieri, 17:25

“Sposteremo 100-200 posti negli USA”

La ditta Hamilton con sede nei Grigioni pronta a reagire ai dazi. Il suo presidente: “Sorpreso dall’entità dell’annuncio”

Ieri, 17:03

Macron denuncia i dazi: "Stop agli investimenti negli Stati Uniti"

Il presidente francese Emmanuel Macron, dopo un incontro all’Eliseo con i rappresentanti delle filiere esportatrici e dell’imprenditoria, ha dichiarato che le tariffe di Trump sono uno shock per il commercio internazionale. Ha poi affermato che reagiranno in modo organizzato e unificato alle misure “brutali e infondate” statunitensi.

“Un cosa è certa, con le decisioni della notte scorsa, l’economia americana e gli americani, sia che si tratti di imprese, sia che si parli di cittadini, usciranno più deboli rispetto a ieri, e più poveri”.

Macron ha poi invitato gli imprenditori dei settori colpiti dai dazi a “sospendere gli investimenti negli Stati Uniti” finché “le cose non saranno chiarite con gli USA”

Ieri, 16:39

Negoziati Berna-Washington, Camera Commercio Svizzera-USA poco ottimista

Il capo della Camera di Commercio Svizzera-USA, Rahul Sahgal, non è “ottimista” riguardo a negoziati tra Berna e Washington sui dazi doganali. “I tempi sono estremamente stretti e tutto il mondo sta cercando di avere buoni rapporti con gli Stati Uniti in qualche modo”, ha dichiarato Sahgal in un’intervista odierna al portale online blick.ch. Tuttavia, secondo Sahgal c’è un certo margine di negoziazione.

Sahgal si è detto sorpreso dal livello dei dazi (31%) che l’amministrazione statunitense vuole imporre alle merci svizzere: “Avremmo voluto un calcolo scomposto in un rapporto pro capite”, ha aggiunto il capo della Camera di Commercio Svizzera-USA a “blick.ch”. Con un tale calcolo, secondo Sahgal “la situazione appare completamente diversa: importiamo dagli Stati Uniti 11 volte di più pro capite che viceversa. Inoltre, non è stato incluso il settore dei servizi, che avrebbe portato a un rapporto più equilibrato”.

Ieri, 16:35

JD Vance: "I dazi sono necessari. Non possiamo seguire la strada globalista di Biden"

Secondo il vicepresidente statunitense, i dazi sono una misura necessaria per raddrizzare gli squilibri commerciali, ma ci vorrà del tempo per vederne gli effetti. Lo ha dichiarato in un’intervista a Fox.

Vance ha infatti difeso l’azione del governo, ma senza negare che gli americani potrebbero potenzialmente pagare gli effetti delle tariffe nel breve termine.

Il vicepresidente ha poi continuato, affermando che il Paese non può “continuare a seguire la strada globalista di Biden”.


Ieri, 16:05

Wall Street crolla sotto il peso dei dazi - Nike e Apple in forte calo

Il colosso americano della tecnologia Apple e i giganti della vendita al dettaglio Walmart e Nike hanno guidato il crollo del mercato globale. Nike ha perso il 13%, scendendo ai minimi dal 2017, mentre Apple è arretrata dell’8,5%.

I dazi, che minacciano di destabilizzare l’ordine del commercio mondiale e di mettere in crisi le imprese, segnano una brusca inversione di tendenza rispetto a pochi mesi fa, quando le speranze di politiche favorevoli alle imprese sotto l’amministrazione Trump spingevano i titoli statunitensi a massimi storici.

Ieri, 15:02

Dazi contro la Svizzera, UBS: “Verranno ridotti dopo i negoziati”

Secondo UBS, i dazi annunciati mercoledì sera dalla Casa Bianca saranno ridotti, con conseguenze positive anche per la Svizzera. Tuttavia, “la crescita economica statunitense scenderà all’1% o anche meno, con effetti a cascata sulla congiuntura globale”.

“Nel nostro scenario di base, ipotizziamo che le tariffe vengano ridotte rispetto ai livelli attuali in seguito ai negoziati”, hanno dichiarato gli esperti della banca in un’analisi pubblicata giovedì pomeriggio. “Il principio statunitense dei dazi reciproci potrebbe però portare a un aumento nel caso in cui altri paesi adottino misure di ritorsione”.

UBS ritiene però improbabile che la Svizzera risponda con dei contro-dazi. Anche la presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter in una prima dichiarazione si è impegnata chiaramente a favore del libero scambio.

Gli specialisti hanno concluso dichiarando che gli effetti dei dazi sul mercato azionario elvetico dovrebbero essere piuttosto limitati.

Ieri, 14:48

Trump: "Gli USA saranno più forti e più grandi che mai"

“L’intervento è finito! Il paziente è sopravvissuto e sta guarendo, la prognosi è che il paziente sarà molto più forte, più grande, migliore e più resiliente che mai prima”.

Così Trump si è espresso su Truth, a meno di 24 ore dalla conferenza stampa in cui ha annunciato i nuovi dazi.

Come di consueto, il presidente ha concluso il post con un “Rendiamo l’America di nuovo grande!!!”

Ieri, 14:29

"Primi controdazi UE il 15 aprile, altre misure a maggio"

“Ci sono contromisure in arrivo in risposta ai dazi sull’alluminio e l’acciaio annunciati il 12 marzo” dall’amministrazione Trump: “la decisione avverrà in comitologia, (una procedura speciale in sede UE), e i Paesi saranno chiamati a votare il 9 aprile”.

Lo fanno sapere fonti Ue, precisando che a seguito del voto - a maggioranza qualificata - i primi controdazi potranno entrare in vigore il 15 aprile, seguiti poi da una seconda tranche di misure il 15 maggio.

“Eravamo pronti il 12 marzo, siamo pronti ora. C’è ancora qualche consultazione in corso e poi procederemo”, hanno ribadito le stesse fonti, precisando che “la ritorsione rifletterà” gli input ricevuti dai governi nazionali.

Ieri, 13:55

Dazi: Stellantis chiude stabilimento canadese per due settimane

Il primo impatto tangibile per i lavoratori nell’industria dell’auto derivante dai dazi voluti da Donald Trump (+25% sulle auto straniere importate) è costituito dalla chiusura per due settimane, da lunedì 7 aprile, dello stabilimento di Windsor, in Canada, a poca distanza dal confine con il Michigan. A questa decisione potrebbero seguirne comunque altre nelle prossime settimane.

Ieri, 13:44

GB: sui dazi USA siamo in posizione migliore rispetto all'UE

Il Regno Unito si trova in una posizione “relativamente migliore” rispetto all’Ue dopo l’annuncio dei dazi americani da parte del presidente Donald Trump. Lo ha detto a Sky News il ministro britannico delle attività produttive, Jonathan Reynolds, facendo riferimento ai dazi del 10% imposti sul Regno rispetto a quelli del 20% per l’‘Unione e del 34% per la Cina.

“Ma siamo chiari: qualsiasi imposizione di barriere commerciali, in questo caso dazi, tra il Regno Unito e un mercato importante come gli Stati Uniti è sconfortante”, ha aggiunto Reynolds, sottolineando che Londra adotterà “tutte le misure” necessarie per proteggere il Paese da impatti più ampi dei dazi, compresi quelli degli altri mercati.

Ieri, 13:32

Dazi, un duro colpo per orologi e beni di lusso svizzeri

I dazi imposti da Washington sulle esportazioni svizzere verso gli Stati Uniti sono considerati un colpo duro dagli esperti. Le nuove barriere doganali potrebbero ridurre notevolmente la domanda statunitense di orologi e beni di lusso, costringendo i marchi a rivedere la loro strategia di prezzo. Una misura del genere avrebbe un impatto diretto su aziende come Rolex, Swatch o Patek Philippe: Gli Stati Uniti sono il primo mercato per i segnatempo elvetici.

Ieri, 13:26

Dazi, aziende svizzere in fuga verso gli USA?

Ora a causa dei dazi si rischia un esodo di imprese svizzere verso gli USA? Il professore in economia Riccardo Trezzi: “No, non credo che questo possa avvenire, perché negli USA il costo del lavoro è alto. In generale, forse il tessile può delocalizzare alcune produzioni negli Stati Uniti, ma i prezzi salirebbero. Inoltre per quanto riguarda la Svizzera c’è anche una questione di know-how che qui si trova e che non è delocalizzabile negli USA”.

02:35

Dazi, aziende svizzere in fuga?

Telegiornale 03.04.2025, 12:30

Ieri, 13:22

"Negoziare, rispondere, diversificare": la tripla via anti-Trump dell'UE

Negoziati, contromisure e diversificazione: sono i tre binari su cui si muove l’Europa in risposta ai dazi annunciati da Donald Trump. “I negoziati sono al primo posto”, sottolineano fonti UE, ribadendo l’impegno a “trovare una soluzione” di fronte a sovrattasse giudicate “illegali e ingiustificate”, con l’obiettivo di ridurle.

Accanto al dialogo ci saranno però contromisure. “Stiamo rispondendo per proteggere le nostre aziende, i nostri lavoratori e i nostri consumatori. Questa è la nostra prima priorità. La rappresaglia non è una punizione fine a sé stessa, è uno strumento per raggiungere un obiettivo”, hanno spiegato le fonti, precisando che l’Unione Europea “non sta cercando l’escalation, ma vuole negoziare da una posizione di forza”.

Il terzo asse è la diversificazione. “Abbiamo la rete di accordi commerciali più ampia e in rapida espansione al mondo: 76 Paesi sono legati all’UE da un’intesa commerciale, contro i soli venti degli Stati Uniti. Se c’è qualcuno che sa come fare affari, e come farli bene, siamo noi”, si evidenzia.

Ieri, 13:20

Sefcovic, 'domani colloqui con Washington, l'UE non resta inerte'

“I dazi ingiustificati inevitabilmente si ritorcono contro. Agiremo in modo calmo, graduale e unificato” e “calibriamo la nostra risposta, lasciando tempo adeguato per i colloqui. Ma non resteremo inerti se non riuscissimo a raggiungere un accordo equo”. Lo scrive il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, annunciando che domani (venerdì) parlerà con i suoi omologhi statunitensi.

Ieri, 13:17

Washington con dazi riscuoterà dall'UE 81 miliardi totali

In base alle nuove tariffe annunciate “il totale dei dazi che gli Stati Uniti sono destinati a riscuotere sulle esportazioni dell’UE è di poco superiore a 81 miliardi”, tra i dazi su auto, acciaio alluminio e i nuovi dazi ‘reciproci’ annunciati. “È evidentemente un balzo enorme”. Lo ha detto un alto funzionario europeo giovedì.

“Le nostre cifre dicono che si tratta di circa 290 miliardi di euro di esportazioni comunitarie con i dazi teorici del 20% da applicare dagli americani” con le nuove tariffe. “Sono circa 58 miliardi di dazi extra che applicherebbero sulle esportazioni UE”. “Il 70% delle nostre esportazioni, verso gli USA sarebbe colpito da tariffe”.

Ieri, 12:42

La Cina: "Delle concessioni incoraggerebbero il bullismo di Trump"

“Una cosa è diventata sempre più chiara: questa amministrazione statunitense sotto Donald Trump considera la coercizione economica semplicemente come una strategia vincente”. È l’accusa di un duro editoriale dell’agenzia statale cinese Xinhua, ripreso dal Quotidiano del Popolo, secondo cui “le concessioni possono solo incoraggiare la propensione al bullismo” del presidente USA.

Ieri, 11:49

Come si è arrivati al calcolo del 31% di dazi sulla Svizzera?

L’analisi dell’analista politico americano Andrew Spannaus a Modem della RSI: “Trump ha applicato una formula per ridurre il deficit commerciale americano”, perché ha “fretta” e “vuole tutto e subito”.

Ieri, 11:25

Dazi anche all'Ucraina in guerra, ma non a Mosca poiché sotto sanzioni

I dazi decisi da Donald Trump colpiscono pure l’Ucraina in guerra e anche se. Kiev importa molto più di quanto commercia in America.

L’Ucraina infatti esporta negli Stati Uniti 600 diverse categorie di prodotti per un valore di circa 875 milioni di dollari all’anno, mentre importa per circa 3,7 miliardi di dollari.

E nonostante la situazione precaria del Paese legata all’invasione russa, Trump ha deciso di porre in atto dazi pari al 10%. Va inoltre detto che l’Ucraina non applica nulla su molte importazioni dagli Stati Uniti.

Invece, Russia, Bielorussia, Cuba e Corea del Nord non sono state colpite dai nuovi dazi in quanto - secondo l’amministrazione americana - sono già sottoposte a sanzioni.

Ieri, 11:08

Dazi americani pesanti ma non un dramma, secondo l'USS

“I dazi americani sono molto pesanti per l’economia d’esportazione svizzera, ma gridare al dramma è fuori luogo”. Lo ritiene il capo economista dell’Unione Sindacale Svizzera (USS) Daniel Lampart, espressa in una presa di posizione sulle decisioni di Washington.

Gli effetti dei dazi USA sulle merci cinesi nel 2018 sono stati ben studiati, ha sottolineato Lampart in un contributo pubblicato sul sito dell’USS. Le analisi mostrano fondamentalmente che gran parte dei balzelli alla fine sono stati pagati dai cittadini americani.

Oltre a questo, le aziende elvetiche hanno una posizione migliore di quella degli esportatori cinesi nel 2018, ha aggiunto Lampart. Oltre il 50% degli export svizzeri riguardano per esempio il ramo farmaceutico/chimico.

Ieri, 10:52

Verdi severi con il Consiglio federale, verdi liberali puntano sull'UE

In merito ai dazi doganali molto pesanti per la Svizzera decisi dall’amministrazione americana, i Verdi parlano addirittura di una “strategia e tentativi di seduzione” fallimentari da parte del Consiglio federale e di Keller-Sutter nei confronti di Trump”.

Il Governo deve difendere i diritti fondamentali e l’economia dagli attacchi “autoritari” degli Stati Uniti e, insieme ai nostri partner europei, rafforzare la nostra indipendenza da questo Paese, sottolinea il partito ecologista. “Affrontare da soli questa guerra commerciale non è un’opzione. Abbiamo bisogno di una risposta europea”, hanno puntualizzato i Verdi già mercoledì in tarda serata.

I Verdi liberali ribadiscono dal canto loro l’importanza di coltivare le relazioni con l’UE. “Da mercoledì sera ci sono 31 nuovi motivi per i Bilaterali III”, ha aggiunto il presidente del partito Jürg Grossen, riferendosi alla percentuale dei dazi del 31% imposti da Trump ai danni della Svizzera. Ciò “dimostra quanto sia prezioso avere partenariati affidabili”, ha detto Grossen, chiedendo che le relazioni con l’UE siano “garantite in futuro”. I dazi rendono le persone più povere, ha deplorato Grossen.

Ieri, 10:49

Centro e sinistra chiedono al Consiglio federale di agire

Sia il Centro quanto pure la sinistra chiedono al Consiglio federale di reagire subito all’aumento dei dazi nei confronti della Svizzera - al 31% e tra i più significativi nel raffronto globale - annunciati giovedì notte da Donald Trump.

“L’aumento dei dazi doganali danneggia tutti, anche la Svizzera” ha dichiarato - citato in una nota - il presidente del Centro Gerhard Pfister. Il Centro si aspetta che il Consiglio federale “conduca un’analisi approfondita e rigorosa delle conseguenze per la nostra economia”, ha sottolineato il suo partito nel comunicato stampa diffuso ancora prima dell’annuncio dell’inquilino della Casa Bianca.

Ora è necessario trovare soluzioni pragmatiche per le industrie interessate e “soprattutto, a fronte delle incertezze geopolitiche, rafforzare ulteriormente le relazioni commerciali con i nostri partner commerciali più affidabili”, ha aggiunto Pfister.

Per il PS l’Esecutivo federale deve “agire in stretta consultazione con l’Unione europea” e non deve “cadere nella trappola dell’UDC, partito che intende accattivarsi le simpatie di Trump dipingendo la Svizzera come traditrice dell’Europa”, ha dichiarato giovedì il PS. “Trump e il suo entourage perseguono solo i propri interessi finanziari. Ecco perché la risposta della Svizzera e dell’Europa dovrebbe colpire nello specifico chi si approfitta di questo regime neofascista, in particolare gli oligarchi tecnologici che gravitano attorno a Elon Musk”, rimarca Cédric Wermuth, copresidente del partito.

La sinistra esorta la presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter a condannare “i tentativi aggressivi di intimidazione di Trump”. Gli ultimi sviluppi commerciali e di politica estera - inoltre - sottolineano ancora una volta quanto sia importante mantenere relazioni stabili con l’UE, il più importante partner commerciale della Svizzera, ha affermato il PS.

Ieri, 10:45

Anche il gas è in netto calo sul mercato di Amsterdam

Dopo il petrolio anche il gas è in netto calo dopo l’avvio dei dazi decisi dal presidente americano Donald Trump. L’andamento negativo per il vede ad Amsterdam le quotazioni calare del 2,4% a 40,25 euro al megawattora.

Ieri, 10:32

JPMorgan, dai dazi rischio recessione per l'economia mondiale

Se gli Stati Uniti manterranno i pesanti dazi annunciati, ci sarà un rischio recessione per l’economia statunitense e mondiale nel 2025. Lo afferma JPMorgan in una nota agli investitori.

“Sottolineiamo che queste politiche, se mantenute, verosimilmente spingeranno l’economia statunitense e mondiale in recessione quest’anno”, hanno affermato gli analisti. JPMorgan ha osservato che le tariffe doganali aumenterebbero le tasse per gli americani di 660 miliardi di dollari l’anno, il più grande aumento fiscale nella storia recente.

E aumenteranno anche i prezzi, aggiungendo il 2% all’indice dei prezzi al consumo, con l’inflazione statunitense che ha fatto fatica a riequilibrarsi per terra negli ultimi anni. “L’impatto sull’inflazione sarà sostanziale”, hanno affermato gli analisti. “Consideriamo la piena attuazione di queste politiche come uno shock macroeconomico sostanziale”.

Ieri, 10:20

Swissmem: "Agire in modo deciso, sia con gli USA, sia all'interno"

La Svizzera deve agire in modo deciso, sia nei confronti degli Stati Uniti che al suo interno, per far fronte ai dazi decisi dal governo americano: è la reazione agli ultimi avvenimenti di Swissmem, l’associazione dell’industria metalmeccanica ed elettrotecnica elvetica.

“Swissmem è profondamente delusa dalla decisione del governo statunitense di imporre tariffe del 31% sui prodotti dell’industria tecnologica svizzera”, si legge in un comunicato. Il provvedimento del presidente Donald Trump è definito “del tutto incomprensibile e arbitrario”, proprio perché la Confederazione, da parte sua, nel 2024 ha annullato tutte le barriere doganali sui prodotti industriali.

La misura colpisce duramente un comparto alle prese con una situazione economica già tesa, prosegue l’organizzazione. Particolarmente sotto pressione sono le piccole e medie imprese (PMI) che non hanno uno stabilimento di produzione in America: se i loro prodotti non sono indispensabili, rischiano di perdere un importante mercato di vendita. Per il settore gli Stati Uniti, con 10 miliardi di franchi, sono il secondo mercato d’esportazione, con una quota del 15%, dopo l’Unione Europea, al 55%.

Ieri, 10:16

Industria auto tedesca: "Da dazi impatto enorme sul settore"

Questo non è “America first”, questo è “America alone”: è quanto affermato dalla presidente dell’Associazione dell’industria automobilistica tedesca Hildegard Müller, commentando i dazi americani.

Con la mossa del presidente americano Donald Trump, “si segna un cambiamento fondamentale nella politica commerciale”, sostiene la 57enne. “Questo protezionismo vedrà solo perdenti”, aggiunge.

Secondo l’analisi della Müller l’impatto sull’industria dell’auto “sarà enorme”. “L’UE deve rispondere in modo determinato e forte e allo stesso tempo segnalare la disponibilità a trattare”, conclude la presidente dell’automotive tedesco.

Ieri, 09:53

L'associazione degli agricoltori sorpresa dall'annuncio dei dazi di Donald Trump

L’Unione svizzera dei contadini ha preso atto delle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump “con stupore”. È quanto ha dichiarato l’associazione, interpellata in merito all’annuncio di Trump di dazi del 31% sui prodotti svizzeri.

In generale, gli Stati Uniti traggono grandi benefici dal commercio con la Svizzera e godono di un accesso al mercato senza dazi per i prodotti industriali. La maggior parte dei prodotti agricoli e alimentari negli Stati Uniti è inoltre soggetta a tariffe nulle o molto basse, ha scritto l’associazione degli agricoltori nella sua dichiarazione di giovedì.

Solo i prodotti sensibili dell’agricoltura svizzera sono soggetti a tariffe elevate al di fuori dei contingenti dell’OMC. Questi sono necessari per mantenere la produzione nazionale in considerazione delle grandi differenze di costo nel fabbisogno”, scrive l’associazione. Gli Stati Uniti hanno accesso al mercato alimentare svizzero.

Ieri, 09:51

Democratici all’attacco dei dazi doganali di Trump

Il leader della minoranza democratica al Senato americano Chuck Schumer ha attaccato la nuova ondata di dazi imposti dal presidente Donald Trump, sostenendo che gli americani “dovrebbero essere indignati” e che “questa è un’enorme tassa sulle spalle delle famiglie statunitensi che serve per aiutare i miliardari a pagare meno imposte”.

Critiche anche dal senatore democratico Ron Wyden, membro di spicco della commissione Finanze, che ha definito il piano del presidente statunitense “miope” e sottolineato che le aziende non possono sentirsi sicure di fare “investimenti basati sull’annuncio di mercoledì: ci sono tutte le possibilità che Trump si svegli tra una settimana e decida di fare qualcos’altro”.

Ieri, 09:51

L'analisi, “Trump ha versato palate di ghiaia nell’economia globale”

La raffica di dazi doganali decisa dal presidente USA bloccherà il commercio mondiale? Le valutazioni di Johnny Canonica, giornalista della redazione economica RSI.

Ieri, 09:51

Swiss Medtech chiede al Consiglio federale di agire

Dopo l’annuncio dei dazi statunitensi sulle esportazioni elvetiche l’associazione svizzera delle tecnologie mediche Swiss Medtech ha chiesto al Governo federale segnali concreti per adottare contromisure diplomatiche. “Swiss Medtech invita il Consiglio federale ad attivarsi per proteggere i canali di esportazione centrali, attraverso rapide modifiche a livello di regolamentazione e colloqui in materia di politica commerciale con Washington”, indica il presidente Damian Müller.

Ieri, 09:50

Dollaro in picchiata sui mercati monetari globali

L’entrata in vigore dei dazi doganali decisi dall’amministrazione Trump si riflette giovedì sulle quotazioni del dollaro, con la valuta americana in caduta libera sui mercati monetari internazionali. Il biglietto verde scende dello 0,5% sull’euro e passa di mano a 1,0910. Inoltre, è in flessione dell’1,2% sullo yen a 147,55, come pure sulla sterlina che sale a 1,3061, in aumento dello 0,4%

Ieri, 09:50

Dopo i dazi anche un chiaro avvertimento dall'amministrazione Trump

Dopo l’annuncio dei nuovi dazi da parte di Donald Trump, il segretario al Commercio americano, Howard Lutnick, ha avvertito i Paesi colpiti di “non reagire” alle misure. Gli ha fatto eco il segretario al Tesoro americano Scott Bessent, il quale in un’intervista a Fox News ha avvertito i partner commerciali che qualsiasi ritorsione alla raffica di nuovi dazi della Casa Bianca porterà da un’ulteriore escalation. “Il mio consiglio a ogni Paese, in questo momento, è di non reagire. State calmi, vediamo come va. Perché se reagirete, ci sarà un’escalation”, ha detto Bessent.

Ieri, 09:50

La presa di posizione della presidente della Commissione UE

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