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“Trump ha versato palate di ghiaia nell’economia globale”

La raffica di dazi doganali decisa dal presidente USA bloccherà il commercio mondiale? Le valutazioni di Johnny Canonica, giornalista della redazione economica RSI

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RG 07.00 del 03.04.2025 - Johnny Canonica in diretta con Giuseppe Bucci

RSI Info 03.04.2025, 07:52

  • Keystone
Di: Radiogiornale/EnCa 

L’annuncio dei dazi doganali varati dall’amministrazione Trump mercoledì sera ha mandato in fibrillazione i mercati e l’economia globali, con le borse asiatiche – come ampiamente previsto – a essere le prime a subirne la portata. E hanno reagito con perdite rilevanti.

La Borsa di Tokyo è scesa di oltre il 4% poco dopo l’apertura, prima di moderare le perdite, mentre il mercato azionario di Seul ha perso quasi il 3% nelle prime contrattazioni. Dal canto suo, a metà seduta la Borsa di Hanoi è scesa di oltre il 6%, appesantita dal crollo dei subappaltatori dell’industria tessile (che riforniscono colossi come Nike e altri gruppi statunitensi) e del settore tecnologico. Una situazione simile è attesa anche in Europa nel corso della giornata, quando le contrattazioni saranno aperte sui vari mercati azionari del Vecchio continente.

Per meglio capire gli sviluppi di questa situazione e i cambiamenti che tale decisione USA il Radiogiornale ha chiesto spiegazioni al nostro giornalista della redazione economica, Johnny Canonica.

Come valutare gli effetti della decisione del presidente americano?

“Prendiamola larga, nel senso... cominciamo dal fatto che Donald Trump ha deciso di dichiarare guerra a tutto il mondo, una guerra commerciale, ben inteso. Tutti i Paesi del mondo, dalla grande Cina ai microscopici Stati nell’Oceano Pacifico, per importare beni negli Stati Uniti dovranno - letteralmente - pagare dazio. O meglio, saranno i consumatori americani che per acquistare le merci provenienti dai vari Paesi dovranno pagare una tassa, ma la cosa avrà ovviamente ripercussioni sulle economie da cui queste merci provengono”.

La scelta di Donald Trump di varare i dazi avrà ripercussioni importanti per l’economia globale?

“È il timore espresso da tutti gli economisti. L’economia mondiale, il commercio mondiale, è una macchina che gira tutto sommato bene, con un suo ritmo. Ora Donald Trump non lascia cadere negli ingranaggi di questa macchina qualche granello di sabbia, ma gli versa alcune palate di ghiaia. Prima che la macchina torni a girare con una certa normalità ci vorrà del tempo. Quello che i più temono è un crollo della crescita economica a livello mondiale con un aumento dei prezzi, ciò che tecnicamente si chiama “stagflazione”. Si tratta è uno dei fenomeni economici più temuti dagli economisti poiché è estremamente difficile uscirne. E se l’economia mondiale va male, dubito che quella americana possa andare bene”.

E in merito alla Svizzera e alla sua economia cosa si può dire?

“Prima di tutto la base di calcolo che ha portato all’aliquota del 31% è totalmente incomprensibile. La Svizzera non prevede il pagamento di dazi per le merci che importa - per tutte le merci, non solo quelle degli Stati Uniti. Già solo per questo non si capisce come si sia arrivati a questa aliquota. Nel mirino di Trump vi sono vari aspetti della nostra economia. Da una parte il pagamento dell’IVA, che però è un’imposta sul consumo, tanto che la si paga anche per le merci prodotte in Svizzera. E, faccio notare, è una tassa che anche gli Stati Uniti applicano. Dall’altra Trump vuole punire la regolamentazione sulla sicurezza dei prodotti, che lui interpreta come un fattore negativo per le importazioni di prodotti americani nei vari Stati. Quello che infine può aver giocato un ruolo contro la Svizzera è l’importante deficit commerciale nelle relazioni bilaterali. Lo scorso anno le esportazioni elvetiche negli Stati Uniti sono ammontate a 52,7 miliardi di franchi, le importazioni dagli USA a 14,1. Non si può insomma parlare di una situazione in equilibrio nei commerci tra i due Paesi”.

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USA, il giorno dei dazi

Telegiornale 02.04.2025, 20:00

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