Natura e Animali

Il ritorno del castoro

Un tempo cacciato principalmente per la carne e per la pelliccia, il roditore è protagonista in Svizzera di una ricolonizzazione in grande stile 

  • Oggi, 06:41
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Di: red. giardino di Albert/Davide Conconi  

Un’infelice nomea e un infausto editto papale

Il castoro si è estinto in Svizzera già dall’inizio dell’’800, a causa dell’intensa caccia per sfruttarne le carni e la pelliccia, ma anche per estrarne il castoreo, una sostanza oleosa prodotta da ghiandole poste nella parte posteriore del corpo, utilizzata in cucina, in profumeria e in medicina. Inoltre, la sua sparizione fu accelerata dalla falsa convinzione di allora che il castoro fosse un predatore di pesci e crostacei e dunque un temibile concorrente per i pescatori. Per di più, nel Medio Evo un editto papale - per via della coda ricoperta di scaglie e delle abitudini anfibie del roditore - assimilò la saporita carne di castoro a quella del pesce, permettendone il consumo anche durante la Quaresima. Purtroppo, il periodo prepasquale coincide con un momento estremamente delicato per la specie, perché le femmine, di regola, sono nel pieno della gestazione, questo significava che l’uccisione di una sola femmina potenzialmente spazzava via la speranza di vita di un’intera famiglia di castori.

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Naso, occhi e orecchie allineate appena sopra la linea di galleggiamento fanno del castoro un perfetto sommergibile vivente

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I primi difficili passi del ritorno del castoro in Svizzera

Per la verità il ritorno del castoro in Svizzera ha goduto di una spintarella da parte dell’uomo. L’avventura del ritorno del castoro in Svizzera inizia nel novembre 1956. Quasi 70 anni fa, un manipolo di naturalisti appassionati scelsero i boschi di Versoix, nel Canton Ginevra, per rilasciare i primi 8 esemplari. Ritrovare il suolo svizzero, per i grandi roditori però non è stato facile, infatti, dei primi 8 animali rilasciati a Versoix ne sopravvissero solo la metà. D’altronde, un’alta mortalità nelle reintroduzioni di questi – e di altri - animali è un fattore del quale, purtroppo, bisogna sempre tener conto. Non fecero eccezione anche le susseguenti reintroduzioni in altre parti della Svizzera, operate da gruppi motivati e guidati dall’esperienza ginevrina. Fra il 1956 e il 1978, in una trentina di siti, furono reintrodotti 141 castori di cui, però, purtroppo analogamente all’esperienza del Canton Ginevra, ne sopravvissero solo poco più della metà. Un aiuto decisivo al ritorno del castoro in Svizzera venne dalla Confederazione che lo mise sotto protezione, per legge, nel 1962. 

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a colpi di incisivi

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Una lenta progressione degli effettivi, e poi…i primi danni all’agricoltura

Nel 1977, si contavano in Svizzera tutt’al più 165 castori, 350 nel 1993, 1’600 nel 2008, 2800 nel 2015 e quasi 5’000 nel 2023. Il castoro è un animale prevalentemente notturno, per questa ragione la sua presenza all’inizio non è stata notata al di fuori della cerchia di appassionate e appassionati della natura che ne seguivano l’evoluzione. Poi, aumentando i segni nel territorio, come la presenza di dighe, tane, alberi rosicchiati con la classica forma a clessidra, fu chiaro per tutti che il castoro stava tornando di gran carriera. E con i primi segni arrivarono anche i primi problemi di convivenza. All’inizio del ventunesimo secolo, per esempio nel Canton Vallese, si registrarono i primi danni ai margini fluviali, aumentando il rischio di inondazioni e si contarono le prime piante fruttifere abbattute nottetempo dai solerti roditori, in particolare meli e peri. 

06:26

ETABETA 2003: il castoro in vallese, un'opportunità per la biodiversità e primi conflitti con l'agricoltura

RSI Info 04.04.2025, 16:06

Una dinamica di ricolonizzazione tipica

In occasione del ritorno del castoro abbiamo potuto osservare una dinamica di ricolonizzazione tipica di un mammifero territoriale, di grossa taglia, con una buona speranza di vita (15 anni), con una maturità sessuale relativamente tardiva, con cucciolate poco numerose e un allevamento dei piccoli molto esigente. I dettagli si possono leggere nel rapporto finale del Censimento del 2022 dei castori in Svizzera e nel Liechtenstein, realizzato  su mandato dell’Ufficio federale dell’ambiente, che si può trovare anche sul sito del Servizio di consulenza nazionale sul castoro. Tuttavia, è molto interessante annotare che i castori molto probabilmente aumenteranno ancora in Svizzera, perché c’è ancora margine per aumentare la densità dei loro territori e soprattutto per la colonizzazione di nuovi tratti di fiume. Però, questo sviluppo esponenziale degli effettivi non continuerà all’infinito. Infatti, la disponibilità di territori, la concorrenza per le risorse fra i castori stessi e altri fattori esterni concorreranno a stabilizzare la popolazione verso un tetto massimo.

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Il tipico intreccio che caratterizza le dighe dei castori

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Un abile maestro di ingegneria naturalistica

Il castoro è una benedizione per la biodiversità delle zone umide. Ma non solo. Il suo instancabile lavoro di taglialegna e costruttore di dighe aumenta la diversità biologica delle aree che colonizza. Questo è stato confermato internazionalmente da una moltitudine di ricerche scientifiche. La presenza del castoro e delle sue opere favorisce la penetrazione dell’acqua nel sottosuolo e la conseguente ricarica delle falde acquifere. Inoltre, le dighe – che, oggetto di continua manutenzione da parte dei roditori, possono perdurare anche decine d’anni - favoriscono il ristagno d’acqua negli alvei di fiumi e ruscelli, anche in caso di grave siccità, salvando così pesci, anfibi e numerose specie di invertebrati. Infine – ma, si tratta solo di una breve enumerazione di benefici, lungi dall’essere esaustiva – gli ambienti creati dal roditore sono un’oasi di salvezza per le piante che vivono negli ambienti umidi, trattandosi di specie vegetali spesso minacciate. 

11:49

Quella diga a lungo attesa

Alphaville 26.03.2025, 11:45

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  • Alessandra Bonzi

Il conflitto con le attività umane

Esiste - come sempre in natura - un rovescio della medaglia. Il castoro entra in conflitto con diversi settori delle attività umane, grazie alle sue diverse abilità. Essendo vegetariano stretto e un buon boscaiolo può arrecare danni alle foreste o alle piantagioni. In virtù delle sue qualità di ingegnere idraulico può provocare allagamenti nei campi, sulle strade e negli edifici. Infine, grazie alla sua abilità nella trivellazione può minare la stabilità delle rive o delle strade. Tuttavia, è necessario relativizzare l’impatto economico di questi danni. I danni sono oggetto di statistica da parte dell’Ufficio federale dell’ambiente e, per anni, dalla reintroduzione del castoro non hanno superato la soglia di qualche migliaio di franchi. Oggi fluttuano fra i 30-80’000 franchi all’anno su tutto il territorio nazionale, precisando che sono registrati solo i danni alle coltivazioni e alle foreste.

06:50

Il castoro secondo Christof Angst, responsabile del Servizio nazionale di consulenza sul castoro

RSI Info 04.04.2025, 16:00

Il castoro arriverà in Ticino, in Mesolcina e in Valle Calanca?

Sì, probabilmente i castori giungeranno anche nella Svizzera italiana, dove vivevano già prima della loro estinzione per mano dell’essere umano. In Leventina, per esempio, fu ritrovata una mandibola di castoro nel corso dello scavo di una necropoli risalente a 2500 anni fa. I castori colonizzano soprattutto i ruscelli e i fiumi planiziali a decorso lento e le pianure alluvionali. Non amano spingersi lungo i torrenti di montagna. Per queste ragioni il nostro territorio risulta in buona parte inospitale per questo animale. Tuttavia, i segnali che il castoro si stia avvicinando non mancano. Se da una parte, potremmo pensare che sarà improbabile che riesca a varcare l’Arco alpino, dall’altro la sua presenza è stata confermata, in avvicinamento, ad est e a sud del nostro territorio. Nell’alto Friuli, si sta sviluppando una colonia, probabilmente alimentata da individui in provenienza dall’Austria. A ovest invece, un po’ più di un anno fa un esemplare è stato fototrappolato a Fondotoce, mentre solo qualche mese fa un esemplare è stato rinvenuto ferito – morirà poco dopo - in un’ansa del Ticino in provincia di Milano.  Vedremo se il castoro arriverà presto dalle nostre parti. Intanto, la Confederazione già nel 2016 ha adottato una strategia per convivere con il suo ritorno. Comunque, a prescindere dalla sua applicazione, Il castoro è già riuscito a dimostrarci che in un’era caratterizzata da un impatto disastroso delle attività umane sulla biodiversità, basta lasciare un po’ di spazio e la natura è pronta à tornare e offrirci i suoi servizi benefici. 

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