Le elezioni americane sono seguite con grande interesse anche in Brasile. Le relazioni tra Washington e Brasilia hanno conosciuto dei momenti di tensione negli anni scorsi. Spicca, su tutti, lo smacco subito da Dilma Rousseff quando seppe di essere stata spiata dall’intelligence americana. Oggi sembra che, qualunque sia il risultato della grande sfida dell’8 novembre, i due paesi siano tornati a ragionare sulla stessa lunghezza d’onda.
C’è grande interesse da parte del mondo politico brasiliano (ma anche da parte della gente comune) per la figura di Donald Trump, ammirato apertamente da alcuni leader locali, come l’ultra conservatore Jair Bolsonaro. I mercati e gli operatori finanziari locali puntano invece su Hillary Clinton, per il mantenimento dello status quo e per scongiurare una possibile chiusura ai prodotti brasiliani a seguito delle misure protezionistiche promesse da Trump in campagna.
"I brasiliani - spiega l’analista politico Marcelo Weiss - sono abituati a viaggiare negli Stati Uniti: oggi hanno paura che con Trump presidente tutto possa diventare più difficile". La vittoria della Clinton potrebbe anche rilanciare la presenza femminile nella politica, oggi ai minimi storici, nonostante i cinque anni e mezzo di Governo di Dilma Rousseff. "In Brasile - spiega la consulente politica Gil Castillo - le donne vengono candidate sostanzialmente per rispettare la quota obbligatoria del 30% nelle liste, ma difficilmente riescono ad essere elette. Sono necessari nuovi stimoli e una presidente donna negli Stati Uniti potrebbe servire in questo senso".
Emiliano Guanella
Il nostro dossier: Elezioni presidenziali USA 2016