Ha ormai tre mesi e gode di buona salute il primo bambino che avrebbe potuto essere colpito da una rara forma di distrofia muscolare, venuto al mondo solo dopo che è stato escluso che fosse affetto dalla malattia.
La tecnica che, dopo la fecondazione in vitro, permette d'individuare rapidamente fino a 200 tipi di anomalie presenti nel DNA dei genitori e in quello degli embrioni, messa a punto a Londra, si è quindi rivelata efficace.
La mamma del piccolo è portatrice di una neuropatia motoria e sensoria che è destinata a trasmettere ai figli nel 50% dei casi. Gli embrioni sono stati analizzati e sono stati selezionati solo quelli esenti dalla patologia.
ANSA/dg