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Svizzera

“Dialogo con gli USA, nessuna contromisura da parte svizzera”

Lo ha dichiarato il Consiglio federale durante una conferenza stampa a Berna, dopo che il presidente Trump ha deciso di applicare dazi a merci provenienti da praticamente tutto il mondo – Per la Confederazione tributi del 31%

  • Ieri, 14:58
  • Ieri, 15:35
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Da sinistra: i consiglieri federali Guy Parmelin e Karin Keller-Sutter

  • Keystone
Di: Agenzie/Redazione RSI Info 

Dazi del 31%: è quanto ha deciso di applicare il presidente Donald Trump sulle merci che dalla Svizzera arrivano negli Stati Uniti. Lo ha comunicato ieri, mercoledì, rendendo nota anche l’entità dei tributi che colpiranno merci provenienti da praticamente tutto il mondo. Il Consiglio federale ha preso atto e dopo essersi riunito ha commentato le decisioni di Washington durante una conferenza stampa in cui sostanzialmente è emerso che Berna non intende andare verso una escalation e che per questo non verrà presa nessuna contromisura immediata ma che piuttosto si punterà sul dialogo con gli Stati Uniti.

La conferenza stampa nel frattempo è terminata. Ecco quanto comunicato da Karin Keller-Sutter e Guy Parmelin, che hanno preso la parola a nome del governo:

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Ieri, 15:38

Federazione orologiera: "Misure ingiustificate, ora si discuta"

Dopo la conferenza stampa del Governo, la Federazione svizzera dell’industria orologiera (FH) esprime disappunto per il giro di vite tariffario annunciato dal presidente americano Donald Trump. “La misura è ingiustificata perché nessun orologio americano importato in Svizzera sarà soggetto a dazi”, afferma il presidente Yves Bugmann in dichiarazioni raccolte dall’agenzia Awp a margine del salone “Watches and Wonders” in corso a Ginevra.

Ieri, 15:34

"Nessuna contromisura dell'UE in grado di coinvolgere la Svizzera"

La presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter, responsabile del Dipartimento federale delle finanze, nel corso della conferenza stampa ha pure dichiarato di avere avuto un colloquio con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Assieme hanno deciso di consultarsi reciprocamente sul da farsi. Al momento, ha spiegato la presidente della Confederazione, “non vi sono segnali che l’UE possa adottare contromisure in grado di coinvolgere la Svizzera”.

Ieri, 15:27

"Aboliti i dazi industriali"

La Svizzera, ricorda il Governo, ha abolito tutti i dazi industriali dal 1° gennaio del 2024. “Il 99% di tutti i beni provenienti dagli Stati Uniti può essere importanto in Svizzera in esenzione doganale”. La Svizzera “non versa all’industria sussidi che producono distorsioni sul mercato. L’eccedenza nel commercio di beni è dovuta principalmente alle esportazioni dell’industria chimico-farmaceutica e al commercio dell’oro. Gli Stati Uniti sono il principale Paese beneficiario degli investimenti diretti Svizzeri”.

Ieri, 15:23

"Nessuna pratica commerciale sleale"

In un comunicato, il Consiglio federale ha inoltre aggiunto che: “Gli Stati Uniti sono il secondo partner commerciale della Svizzera dopo l’Unione europea. Negli ultimi anni il commercio bilaterale di beni e servizi ha fatto registrato un andamento dinamico. La bilancia commerciale bilaterale è relativamente equilibrata: gli Stati Uniti denotano un’eccedenza nell’esportazione di servizi e la Svizzera un’eccedenza nell’esportazione di beni. L’eccedenza del nostro Paese nell’esportazione di beni non è riconducibile a pratiche commerciali sleali.”

Ieri, 15:19

"Il libero scambio è alla base della nostra prosperità"

“Il Consiglio federale è convinto che il libero scambio e un ordine internazionale basato su norme (chiare) sono alla base della prosperità del nostro pianeta”, ha concluso la presidente della Confederazione prima di dare la parola ai giornalisti con le loro domande.

Ieri, 15:17

"Resteremo in stretto contatto con l'UE"

“La Svizzera (in merito ai dazi, ndr) resterà in stretto contatto con l’Unione europea, che resta il nostro partner commerciale principale”, ha dichiarato Karin Keller-Sutter.

Ieri, 15:16

Parmelin: "L'economia svizzera non andrà in recessione"

“Il Consiglio federale ritiene che non ci si debba aspettare che la nostra economia vada in recessione (a causa dei dazi di Trump, ndr.). Il Consiglio federale tiene conto del fatto che l’amministrazione Trump è pronta a negoziare accordi con gli Stati in merito ai dazi”, ha dichiarato per parte sua Guy Parmelin, responsabile del Dipartimento federale dell’economia, durante la conferenza stampa.

Ieri, 15:12

La presidente della Confederazione andrà a breve negli USA

La presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter andrà a breve negli Stati Uniti è stato dichiarato nel corso della conferenza stampa organizzata dopo l’annuncio dei dazi da parte del presidente USA Donald Trump.

Ieri, 15:09

"L'economia svizzera crescerà meno del previsto"

In un comunicato inviato dal Consiglio federale prima della conferenza stampa si legge anche che: “Nelle sue previsioni congiunturali del 18 marzo 2025 il gruppo di esperti della Confederazione prevedeva per il 2025 e il 2026 una crescita dell’economia svizzera inferiore alla media. Con i dazi annunciati dal governo statunitense il 2 aprile 2025, aumenta la probabilità che la congiuntura si sviluppi in modo più debole di quanto previsto a marzo.” Questo non solo per i dazi statunitensi, ma anche a “causa dell’atteso andamento dell’economia a livello internazionale”.

Ieri, 15:06

"Nessuna escalation", per ora nessuna contromisura svizzera

Keller-Sutter, in conferenza stampa, ha anche detto che “una escalation” sarebbe controproducente e che quindi non sono previste, nell’immediato, contromisure contro gli USA ma che piuttosto si cercherà di agire con la via del dialogo con Washington.

Ieri, 15:04

Keller-Sutter: "Gli USA si allontanano dalle norme del libero mercato"

Il Consiglio federale deplora che gli USA si allontanino sempre più dal libero mercato e da norme condivise ovunque”, ha dichiarato la presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter durante una conferenza stampa.

Ieri, 15:02

"Il Consiglio federale non comprende i calcoli degli USA"

La nota prosegue spiegando che: “Il Consiglio federale non comprende i calcoli del governo statunitense. Durante i prossimi contatti con le autorità statunitensi il Consiglio federale chiarirà eventuali malintesi e cercherà di raggiungere una soluzione.

Sulle esportazioni svizzere peseranno dazi supplementari in misura del 10% a partire dal 5 aprile e di un ulteriore 21% a partire dal 9 aprile 2025. Questi dazi colpiscono importanti prodotti di esportazione come macchinari, orologi e prodotti agricoli (capsule di caffè, bevande energetiche, formaggio, cioccolato). Attualmente non sono previsti dazi supplementari sulle esportazioni dell’industria farmaceutica, anche se al riguardo sono state annunciate decisioni separate.”

Ieri, 15:01

“Svizzera confrontata a un’impennata di dazi”

“I dazi annunciati dal governo statunitense variano a seconda dei partner commerciali, in base ai loro deficit commerciali – prosegue il comunicato - Secondo quanto annunciato, tutte le esportazioni di beni svizzeri saranno soggette a dazi del 31 o 32%, all’atto dell’importazione negli Stati Uniti. Rispetto ad altri partner commerciali USA con una struttura economica simile (Unione europea: 20%, Regno Unito: 10%, Giappone: 24%), la Svizzera si trova confrontata a un’impennata dei dazi”.

Ieri, 15:00

Il Governo: “I dazi colpiscono il nostro export”

In un comunicato appena inviato dal Consiglio federale si legge che: “Il 3 aprile 2025 il Consiglio federale ha preso atto dei dazi doganali di ampia portata annunciati dal governo statunitense a tutti i partner commerciali degli Stati Uniti, compresa la Svizzera. Analizzerà in modo approfondito le misure e le loro ripercussioni sulla Svizzera, ed è in contatto con i settori interessati e con le autorità statunitensi. Il Consiglio federale incarica il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) di avviare i preparativi per una possibile soluzione con gli Stati Uniti”.

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