Il dramma del migliaio di svizzeri che furono rinchiusi nei lager nazisti (e 200 vi morirono) è rimasto nell'ombra nel corso dei decenni, le autorità federali non hanno promosso la ricerca storica sul tema. Oggi sono gli svizzeri all'estero, riuniti in congresso fino a domenica a Visp, a riportare alla luce quel buio capitolo della storia, con la richiesta di un monumento tangibile che è stata accolta dai delegati con 120 voti favorevoli, 7 astensioni e nessun voto contrario.
Il loro presidente, l'ex consigliere di Stato e consigliere nazionale basilese Remo Gysin, ha ricordato che, a differenza di quanto accade in altri paesi, in Svizzera non ne esiste oggi nemmeno uno. L'idea avanzata è quella di una targa da apporre in un luogo pubblico e frequentato della capitale Berna o di Ginevra.
Fra le altre richieste formulate dal congresso, anche quella di permettere a tutti gli svizzeri all'estero di poter usufruire del voto elettronico entro il 2021. A questo scopo, è stata lanciata una petizione online.
RG/pon