“Siamo coscienti di non avere il coltello dalla parte del manico”. Così Ignazio Cassis sui dazi statunitensi imposti dal presidente USA Donald Trump. Il Consigliere federale è arrivato a Bellinzona per un incontro informale con il Gran Consiglio ticinese, proprio in un momento in cui le preoccupazioni nazionali e internazionali non mancano: dai dazi USA all’accordo con i frontalieri.
Cassis ha sottolineato, davanti alle telecamere del Quotidiano della RSI, che stiamo entrando, da ormai qualche anno in un mondo irrequieto, difficile. “Finita un’epoca, ne inizia una nuova di cui non conosciamo ancora i contorni. E queste decisioni delle grandi potenze mettono in discussione tanti elementi acquisiti in qualche modo nella nostra struttura economica e politica. E qui bisogna avere l’intelligenza, la mente fredda e la forza di capire quali strade siano le migliori da seguire per uscirne il meglio possibile”.
Secondo il Consigliere federale, questi problemi strutturali “non sono una questione che si risolve con un aiuto della Confederazione all’industria. Si risolvono con un cambiamento strutturale del tessuto economico degli Stati”, ha detto. “Quello che ieri abbiamo deciso come governo federale è che, innanzitutto, sono dei calcoli approssimativi, fatti senza tener conto di tanti parametri e quindi la prima risposta sarà quella di spiegare questi parametri. Secondo, bisogna ricordare che c’è un sistema di regole internazionali che con fatica sono state messe in piedi per 80 anni e che forse, prima di romperle, di distruggerle del tutto, occorre riflettere bene. E terzo naturalmente noi pensiamo in primis agli interessi della Svizzera, dei nostri imprenditori, della nostra popolazione. E quello che faremo è un’offensiva sul governo americano per cercare di, se non annullare, almeno modificare. Siamo coscienti che in questa fase storica non abbiamo il coltello dalla parte del manico”, ha detto Cassis.
Da parte sua il presidente del Consiglio di Stato, Christian Vitta, di fronte alle diverse ipotesi (aziende che si spostano, lavoro ridotto), rispondendo alla RSI ha sottolineato che un po’ tutti stanno cercando di capire come si stabilizzerà la situazione dopo questi annunci. “Io sono in contatto, da subito, col mondo economico, proprio perché vogliamo monitorare da vicino, assieme agli attori economici, la situazione”. Una situazione difficile, nella quale in molti si chiedono se il Cantone potrebbe fare qualcosa per aiutare le aziende...
“In questo momento quello che stanno facendo un po’ tutti i cantoni è tenere il contatto con la Confederazione - ha spiegato Vitta alle telecamere della RSI -. Siamo di fronte a cambiamenti strutturali, quindi in questo senso, come ha detto anche il Consigliere federale, bisogna dare risposte strutturali attraverso la negoziazione e i contatti a livello internazionale. Lo strumento più immediato, per chi dovesse trovarsi in difficoltà sul corto termine, è lo strumento del lavoro ridotto, che è già attivo. Quindi, in questo senso, i nostri servizi sono a disposizione per dare tutte le informazioni del caso”.