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I dazi di Trump avvicinano Berna all’UE?

Quanto sta accadendo all’economia e alla politica globale dopo gli annunci di Washington delle tariffe doganali coincide con la fase in cui si decide sugli accordi bilaterali con Bruxelles

  • Ieri, 13:46
  • Ieri, 13:48
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RG 12.30 del 04.04.2025 - Il servizio di Alan Crameri

RSI Info 04.04.2025, 13:26

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Di: Radiogiornale-Alan Crameri/EnCa 

L’offensiva dei dazi doganali lanciata da Donald Trump potrebbe avere come effetto collaterale una spinta ai nuovi accordi tra Svizzera e Unione Europea. L’annuncio di mercoledì sera del presidente americano ha provocato un effetto choc sulla politica, oltre che sull’economia.

Una riflessione sulla stabilità dei partner commerciali della Svizzera va a inserirsi proprio nella fase nella quale si deve decidere su quanto definito nei negoziati con Bruxelles. Il Consiglio federale, del resto, è già in contatto con i vertici comunitari. La presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter ha infatti affermato che “il dialogo con l’Unione Europea è garantito”, sottolineando che è proprio l’Europa il principale partner commerciale della Svizzera.

Gli ha fatto eco il copresidente del Partito Socialista, Cédric Wermuth, secondo cui “è giunto il momento di rafforzare i rapporti” con Bruxelles. L’Europa è in buona sostanza valutato l’unico partner affidabile per garantire il benessere. Donald Trump sembra perciò essere riuscito a “far sciogliere” i dubbi a sinistra sui nuovi accordi bilaterali.

Tuttavia, la destra non è dello stesso avviso, come evidenzia Paolo Pamini (UDC/TI), il quale non è “per nulla” d’accordo con un tale orientamento: “L’Unione Europea sta dimostrando in questi giorni di che pasta è fatta minacciando misure di ritorsione e quindi c’è da chiedersi, nell’interesse nazionale svizzero, se questo è il partner con il quale vogliamo legarci in maniera ancora più forte a livello istituzionale”.

Sta di fatto che il “terremoto” scatenato dall’attuazione dei dazi doganali varati da Donald Trump avrà un influsso sullo sguardo della Svizzera verso Bruxelles. Ne è convinto il presidente del Centro Gerhard Pfister. Secondo Pfister, “se l’Europa prenderà le decisioni giuste, guadagnerà fiducia tra gli elvetici”.

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Donald Trump: "Presto nuovi dazi"

Telegiornale 04.04.2025, 12:30

Alex Farinelli, per il PLR, concorda con tale tesi, ma non crede che – data l’ostilità degli Stati Uniti – ora i nuovi accordi con l’UE diventino imprescindibili. “Non vi è nulla d’inevitabile, ci sono scelte che sono prese nell’interesse del Paese, del benessere della sua popolazione. Tuttavia questo ci fa capire quanto sia importante, in particolare in questo momento d’instabilità, mantenere solide relazioni con l’Unione Europea”.

Donald Trump, quindi, potrebbe aver dato una mano ai promotori dei bilaterali rinnovati tra la Svizzera e l’UE. È d’altronde vero che l’impressione è ancora fresca e la probabile votazione popolare sugli accordi è attesa, al più presto, nel 2028. Infatti, il ritmo degli annunci dell’amministrazione americana lascia intendere che ora di allora possano cambiare ancora molte cose.

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RG 12.30 del 04.04.2025 Il servizio di Bettina Müller

RSI Info 04.04.2025, 13:46

Chi è stato “risparmiato”: il caso dei britannici

I dazi statunitensi hanno colpito la maggior parte dei Paesi al mondo. Escluse sono la Russia, la Bielorussia, Cuba e la Corea del Nord- per via delle sanzioni in vigore- spiega la Casa Bianca. Tra i Paesi che se la sono cavata con una barriera commerciale tutto sommato bassa - il 10% - c’è il Regno Unito. “Devono essere molto felici di come li abbiamo trattati”, ha detto Trump. Non di un trattamento di favore si tratta, però: quella con Londra è una delle (piuttosto rare) bilance commerciali che registrano un surplus a favore di Washington. Dazi bassi corrispondono quindi alla logica dietro questa decisione, che “punisce” in modo particolare quegli Stati che dagli USA importano molto meno di quello che invece vi vendono. Il Regno Unito però non tira un sospiro di sollievo: l’economia è stagnante, con l’inflazione non ancora sotto controllo, e anche un dazio “contenuto” le arrecherà danno. Il Ministero del commercio sta allo stesso tempo negoziando con la Casa Bianca un accordo di libero scambio e stilando una lista di prodotti statunitensi da sottoporre a contro-dazi.

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