La Cina ha annunciato venerdì che applicherà dal 10 aprile un dazio del 34% sui beni statunitensi, l’escalation più grave di una guerra commerciale con il presidente Donald Trump che ha alimentato i timori di una recessione e innescato un crollo del mercato azionario globale.
Il governo di Pechino ha anche annunciato di aver presentato ricorso presso l’Organizzazione mondiale del commercio per i nuovi dazi statunitensi. Il Ministero del Commercio cinese ha parlato anche di più controlli sulle esportazioni di terre rare, materiali utilizzati in prodotti ad alta tecnologia come chip per computer e batterie per veicoli elettrici.
Quella cinese è al momento la più “pesante” delle ritorsioni nella guerra commerciale avviata dal presidente degli Stati Uniti Trump, che ha alzato questa settimana le barriere tariffarie statunitensi al livello più alto in oltre un secolo, provocando un crollo dei mercati finanziari mondiali.
La banca d’investimento JP Morgan ha dichiarato che ora vede il 60% di possibilità che l’economia globale entri in recessione entro la fine dell’anno, rispetto al 40% stimato in precedenza.
Il mercato azionario svizzero è sceso bruscamente a mezzogiorno di venerdì (-4,2%), seguendo le orme di altri mercati europei (due esempi per tutti il -7% di Milano e il 3,5% di Francoforte), reagendo negativamente alle misure di ritorsione annunciate da Pechino. In calo, del 5% alla stessa ora, anche il corso del petrolio.