Non solo quello industriale. C’è un altro settore in Svizzera che rischia di subire conseguenze importanti dai dazi del 31% che il presidente statunitense Donald Trump ha deciso di applicare alle merci elvetiche: è quello dei prodotti alimentari rossocrociati che negli ultimi anni sono sempre più consumati negli Stati Uniti.
Si tratta di prodotti citati direttamente, giovedì in conferenza stampa, dal consigliere federale Guy Parmelin, ovvero: caffè, bevande zuccherate, formaggi e cioccolato.
Non si è dunque fatta attendere una presa di posizione dell’associazione di categoria del cioccolato elvetico, ChocoSuisse, che in un comunicato parla di “grande sgomento”, di incomprensione. Per ChocoSuisse ci saranno chiare conseguenze (economiche a causa dei dazi, ndr.) anche se alcuni produttori, come Lindt&Sprüngli, hanno già degli stabilimenti di produzione negli USA e quindi potrebbero sfuggire alla polizia dei dazi appena varata dall’Amministrazione Trump. .
https://rsi.cue.rsi.ch/info/svizzera/%E2%80%9CUna-escalation-non-%C3%A8-nell%E2%80%99interesse-della-Svizzera%E2%80%9D--2728597.html
Agli americani della “Middle class” piace il Gruyère
A consumare prodotti elvetici negli USA sono soprattutto le classi sociali più abbienti e un altro prodotto da loro amato è il Gruyère. In alcuni negozi di New York , per esempio, viene venduto tra i 55 e 74 dollari al chilogrammo
Le statistiche rivelano che l’anno scorso oltre il 10% del Gruyère-AOP prodotto in Svizzera è stato esportato negli USA: si tratta di circa 4’341 tonnellate. I dazi potrebbero causare diminuzioni delle esportazioni per circa 1’000 tonnellate, ma per l’associazione di categoria non è il momento di andare nel panico. Tuttavia, il presidente Pierre-Ivan Guyot spera che il Consiglio federale (che ieri ha detto di non voler varare subito contromisure per evitare l’escalation e di voler invece perseguire la via del dialogo, ndr.) riesca almeno ad abbassare un po’ questo 31% di dazi che Donald Trump vuole imporre.
Altrimenti, dice Guyot, “ci saranno sicuramente delle conseguenze, come delle diminuzioni nei volumi esportati anche se per il momento sono molto difficili da calcolare, perché il Gruyère è venduto a clienti della fascia medio-alta che non si sa come potrà reagire a un aumento di prezzo”.
Per Gruyère-AOP per il momento non sono tuttavia previste riduzioni di produzione.