Nessuna contromisura immediata, ma pazienza: si potrebbe riassumere così quanto emerso giovedì dalla conferenza stampa del Consiglio federale, che a Berna ha fatto il punto dopo i dazi globali introdotti dall’Amministrazione Trump. Dazi statunitensi che per la Svizzera, ha rivelato lo stesso Trump, ammonteranno al 31%.
Il Consiglio federale ha preso atto delle decisioni degli Stati Uniti sui dazi. “Ed è chiaramente del parere che un’escalation non sia nell’interesse della Svizzera”, ha dichiarato la presidente della Confederazione e responsabile del Dipartimento delle finanze Karin Keller-Sutter.
Per questo motivo il Consiglio federale “non prenderà contromisure dirette”, ha sottolineato. “Studieremo le opzioni e resteremo in contatto con le autorità americane”. Il governo si rammarica poi che “gli Stati Uniti si stiano allontanando sempre di più dal libero scambio e da un ordine commerciale basato sulle regole”.
Karin Keller-Sutter ha inoltre spiegato di essere in contatto con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e con il Liechtenstein, che è stato colpito da dazi doganali del 37%. Per il momento, l’Unione europea non ha mostrato alcuna intenzione di colpire la Svizzera attraverso eventuali contromisure.
“Svizzera non entrerà in recessione”
Il Consiglio federale non prevede che la Svizzera entri in recessione per il momento, ha dichiarato per parte sua il responsabile del Dipartimento federale dell’economia Guy Parmelin, durante la conferenza stampa. L’economia svizzera ha dimostrato la sua resistenza in diverse occasioni e i suoi stabilizzatori si sono dimostrati efficaci, ha sottolineato.

Dazi, il peso sulla Svizzera
Telegiornale 03.04.2025, 12:30
Farmaceutica e oro risparmiati
I dazi doganali del 31% imposti alla Svizzera sono elevati, ma Guy Parmelin ha accolto con favore l’esclusione dei prodotti farmaceutici e dell’oro, che rappresentano più della metà delle esportazioni svizzere negli Stati Uniti. Tuttavia, l’onere sarà pesante per i settori dell’ingegneria meccanica, dell’orologeria e dell’alimentazione. Ha citato il caffè tostato, il cioccolato e il formaggio.
Insieme alla presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter, Parmelin ha in programma una visita negli Stati Uniti dal 20 al 23 aprile. L’Amministrazione federale è già in contatto con le autorità statunitensi e lo resterà fino ad allora. Washington ha dichiarato di essere aperta ad accordi con i Paesi interessati dai dazi per ridurre l’onere dei tributi doganali. Resta da vedere se sarà possibile trovare un terreno comune, ha dichiarato Guy Parmelin.
Il consigliere federale ha poi affermato che le decisioni degli Stati Uniti sono “difficili da comprendere”. Le ripercussioni saranno negative per le catene di approvvigionamento e “in ultima analisi per i consumatori americani”.
Le decisioni americane sono anche “controproducenti”, ha aggiunto. Le aziende svizzere sono grandi investitori negli Stati Uniti, al primo posto nella ricerca e al sesto in assoluto. Questo contribuisce a creare mezzo milione di posti di lavoro negli USA, ha dichiarato.
Qui la diretta della conferenza stampa del Consiglio federale, nel frattempo terminata:
https://rsi.cue.rsi.ch/info/svizzera/%E2%80%9CDialogo-con-gli-USA-nessuna-contromisura-da-parte-svizzera%E2%80%9D--2724502.html