Anche in Ticino la criminalità è sempre più digitale. Nel 2024, la Sezione analisi tracce informatiche (SATI) della polizia cantonale ha registrato in questo ambito un incremento dei reati del 7% rispetto all’anno precedente. Particolarmente preoccupante è stato l’aumento delle cybertruffe, che hanno fatto un balzo del 34%.
Tra i raggiri più comuni rimangono quelli denominati Business Email Compromise (BEC) e gli attacchi ransomware. Inoltre, sono state condotte due inchieste riguardanti il furto di moneta virtuale.
Nel corso dell’anno, la SATI ha condotto 50 inchieste, rispetto alle 38 del 2023. Sono state effettuate 52 perquisizioni per altri servizi, eseguite 1’121 analisi informatico forensi, elaborate 53 analisi criminali operative e si è collaborato durante 29 ricerche d’emergenza. La SATI ha fornito un supporto significativo alla polizia giudiziaria e alla gendarmeria nelle indagini classiche con componenti informatiche.
La maggior parte dei reati digitali rientra nel settore della “cybercriminalità economica”. L’incremento dei reati informatici nel 2024 si inserisce in una tendenza rilevata anche a livello federale. In particolare, l’abuso di sistemi di pagamento online e carte di credito, così come l’abuso d’identità di terzi, ha visto un aumento del 25%, correlato alla crescita delle infrazioni ai sensi dell’articolo di legge sull’usurpazione d’identità, entrato in vigore dal 1° settembre 2023.
Le truffe di tipo BEC rimangono uno dei principali ambiti d’inchiesta, con 11 indagini aperte per un danno economico di circa 1 milione di franchi. In un caso, il tempestivo allarme da parte della società coinvolta ha permesso di recuperare l’intero maltolto, pari a circa 18,6 milioni di franchi versati su un conto estero. Gli attacchi ransomware, invece, sono stati oggetto di 6 inchieste, rispetto alle 11 del 2023.
Infine le criptovalute continuano a essere al centro degli affari criminali, con due inchieste riguardanti il furto di moneta virtuale per un totale di 4,7 milioni di franchi, di cui 2,7 che sono stati bloccati e recuperati. L’attività investigativa si concentra principalmente sul tracciamento dei flussi di denaro e sulle richieste d’informazioni agli Exchange. In molti casi, gli autori operano dall’estero utilizzando sistemi che ne tutelano l’anonimato. In 19 occasioni, la SATI ha collaborato con le autorità di altre nazioni, in base alla Convenzione sulla cybercriminalità, per la conservazione di dati presenti su server di società ticinesi.

Il 2024 della Polizia cantonale ticinese: su i reati digitali
SEIDISERA 25.03.2025, 18:00
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La criminalità digitale cresce
Il Quotidiano 03.04.2025, 19:00