A 13 aspiranti docenti di italiano è stato annunciato che il loro percorso d’abilitazione presso l’Alta scuola pedagogica della Supsi non condurrà a nessun concorso di assunzione per le scuole medie ticinesi: nei licei cantonali e nella scuola di commercio non c’è posto. La vicenda fa discutere da alcune settimane e solleva interrogativi. Anche perché pare essere “la punta dell’iceberg”: tra scuola media e media superiore, i “neoabilitati” in situazione professionale precaria in Ticino sarebbero un’ottantina. E come se non bastasse da tutto questo sono nate anche critiche al modello formativo e alla sua qualità. Cosa sta succedendo? Decs ed Alta scuola pedagogica stanno sfornando una generazione di docenti precari? E che dire delle critiche espresse nei confronti della qualità della formazione?
Ne discutiamo con:
Marina Carobbio, consigliera di stato, responsabile del Decs
Alberto Piatti, direttore del Dfa/Asp presso la Supsi
Fabio Pusterla, professore all’Usi e già docente liceale di italiano.
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