«Mount Jacinto è un parco statale: una montagna chiamata Mount San Jacinto, in California. È un luogo magico, con rocce antiche. Un posto intenso e di grande ispirazione». È il deserto la prima immagine che vedi quando Silver Lining ti entra nelle orecchie. Un calore a tinte gialle che liquefà l’immagine sull’orizzonte e che entra dal finestrino abbassato dell’automobile sulle strade della California, quando fa così caldo che sei sospeso nel tempo.
Silver Lining è il bagliore argenteo che accende il contorno delle nuvole quando dietro c’è il sole. È anche il titolo del primo album di Mount Jacinto, progetto della cantautrice costaricana di stanza a Zurigo Sonya Carmona, ex Colornoise e Las Robertas, una musicista con radici nel rock alternativo più grezzo.
Linee di basso morbide, groove, tanta melodia, sensibilità pop e atmosfere ipnotiche alimentate da belle linee vocali reverberate… Silver Lining è un disco che può essere veloce e statico, dove c’è tanto rumore e anche silenzio.
Nel suo viaggio introspettivo, Sonya Carmona, arrivata in Svizzera seguendo l’amore, prende il cavallo come metafora dell’intuizione, di un istinto al quale dobbiamo restare fedeli se vogliamo soddisfare i desideri dell’anima; oppure la foresta di notte, allegoria delle ombre che ci portiamo dentro, spaventose e che scacciamo ma dalle quali possiamo imparare delle cose.

Sandra Romano ha intervistato Sonya Carmona a Zurigo e la chiacchierata è partita dal luogo mitico che ha ispirato tutta questa storia: il deserto. «Ha ispirato il primo EP e il nome del gruppo. Lì è nato tutto» afferma.
