Alla vigilia di Pasqua, Ucraina e Russia hanno effettuato un nuovo scambio di prigionieri: 246 per parte, oltre a 31 feriti ucraini e 15 russi. Un’operazione mediata dagli Emirati Arabi Uniti che hanno parlato della più grande operazione del genere dall’inizio della guerra.
Una delle molte storie raccontate sabato, all’arrivo dei mezzi che trasportavano i prigionieri in Ucraina, è quella di Igor Lovinciuk, che aveva vent’anni quando è stato catturato dai russi durante la battaglia di Mariupol. Durante la prigionia ha perso peso. “Mia madre ha una fotografia dove si vede come era la mia faccia, dice Igor ai giornalisti assiepati vicino ai bus. Potete vedere la differenza, non ho mai avuto zigomi così sporgenti”, dice. Il sollievo è grande, Igor fa ancora fatica a realizzare di essere finalmente libero dopo 1’102 giorni di prigionia. Di una cosa è però sicuro: bisogna aumentare la pressione affinché anche le migliaia di altri prigionieri in mano russa vengano liberati.
Quello di ieri è stato il quarto scambio dall’inizio dell’anno e il 63esimo dall’invasione Russa. La mediazione degli Emirati Arabi Uniti ha finora portato al rimpatrio di 4’552 tra soldati e civili. Lo scambio di prigionieri è uno dei pochissimi - se non l’unico - ambito di cooperazione tra i due Paesi in Guerra.
“Tregua infranta”, accuse tra Mosca e Kiev
Intanto, all’indomani dell’annuncio a sorpresa di una “tregua di Pasqua” da parte del presidente russo Vladimir Putin, Kiev e Mosca si accusano a vicenda di aver violato il cessate il fuoco. Da una parte, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky afferma che Mosca non abbandona i tentativi di avanzare al fronte; dall’altra il ministero della difesa russo denuncia morti e feriti a causa degli attacchi ucraini.
Ufficialmente, la tregua è iniziata alle 18.00 di ieri, sabato (le 17.00 in Svizzera) e terminerà alla mezzanotte (le 23.00 in Svizzera di domenica). Tuttavia, entrambe le parti denunciano vittime.
I russi hanno effettuato la notte scorsa 59 bombardamenti e 5 attacchi in varie direzioni della linea del fronte, scrive Zelensky su Telegram sulla base di un rapporto dell’esercito aggiornato alle ore 6.00 di questa mattina (le 5.00 in Svizzera). Dalla mattina di Pasqua, aggiunge, “possiamo dire che l’esercito russo sta cercando di creare un’impressione generale di cessate il fuoco, ma in alcuni luoghi non abbandona i singoli tentativi di avanzare e infliggere perdite all’Ucraina”. Il presidente ucraino sottolinea quindi come col passare delle ore i bombardamenti russi siano in aumento, così come l’utilizzo di droni kamikaze. Da parte sua, il capo dell’amministrazione militare regionale di Kherson, Oleksandr Prokudin, rende noto che un uomo è stato ucciso ieri sera in seguito a un attacco con droni russi, mentre Zelensky precisa che nel complesso l’esercito russo ha effettuato quasi 387 bombardamenti tra le 18.00 di ieri e mezzanotte, oltre a 19 attacchi, a cui si aggiungono altre 26 operazioni di assalto tra mezzanotte e le 12.00.
Mosca, da parte sua, accusa Kiev di aver ripetutamente violato il cessate il fuoco, tentando nella notte di attaccare le posizioni russe nel Donetsk occupato. Gli attacchi sono stati “respinti”, precisa il ministero ma hanno provocato “morti e feriti tra la popolazione civile”. Nello specifico, Mosca denuncia che le zone di confine delle regioni russe di Bryansk, Kursk e Belgorod hanno subito 12 bombardamenti, 33 attacchi con droni e 7 lanci di ordigni. L’esercito russo, aggiunge, rispetta “rigorosamente” il cessate il fuoco, in conformità con gli ordini del presidente Vladimir Putin.
E nel primo pomeriggio di domenica il diplomatico russo Rodion Miroshnik, responsabile per il controllo dei “crimini del regime di Kiev”, afferma che gli ucraini hanno dimostrato la loro incapacità di cessare il fuoco, non vi sono riusciti nemmeno per 30 ore, mentre il ministero della difesa annuncia che prima della dichiarazione della tregua le sue truppe hanno preso il controllo del villaggio ucraino di Novomikhailovka, nel Donetsk.
Lavrov denuncia il tentativo di far rivivere l’ideologia del nazismo
Intanto in una intervista tv il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, torna ad attaccare l’UE: “Il desiderio di vietare ai politici di alcuni Paesi europei, compresi i leader di Stato, di recarsi in Russia il 9 maggio, giorno in cui il Paese celebra la sconfitta del nazismo e la fine della seconda guerra mondiale, è un tentativo di far rivivere l’ideologia del nazismo”.

Ieri il più importante scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina
Telegiornale 20.04.2025, 12:30

Ucraina: Putin annuncia una tregua per Pasqua
Telegiornale 19.04.2025, 20:00