La chiusura del cockpit dell’aereo della Germanwings precipitato due anni fa nel sud della Francia, era probabilmente difettosa. Questo uno dei punti dell’inchiesta che Tim van Beveren, esperto di aviazione assunto dalla famiglia del copilota dell’aereo Andreas Lubitz, ha messo in discussione davanti ai media tedeschi, convocati oggi venerdì dal padre del giovane che l'inchiesta ha indicato quale unico colpevole dello schianto costato la vita a 150 persone.
Presentando un lungo rapporto che solleva nuove perplessità, segnalando fra l'altro presunte lacune e imprecisioni degli atti delle indagini, l'esperto ha affermato di aver saputo da un equipaggio che aveva volato con lo stesso aereo, che era già successo che il cockpit fosse rimasto chiuso.
Van Beveren ha anche messo in discussione il fatto su chi sedesse davvero nel cockpit al momento dello schianto. Aspetto che "dopo due anni non è ancora del tutto chiaro". L'esperto ha inoltre sottolineato che il giorno dell'incidente c'erano forti turbolenze. Nella sua perizia Van Beveren ha messo in discussione parecchie risultanze dell’inchiesta: fra gli altri anche gli aspetti concernenti lo stato di salute del copilota che la famiglia ha sempre ritenuto senza problemi.
ATS/Swing
RG 18.30 del 24.03.2017: il servizio di Walter Rahue
RSI Info 24.03.2017, 18:43
Contenuto audio