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Strage Piazza della Loggia, 30 anni a Marco Toffaloni

L’oggi 67enne naturalizzato svizzero non si è mai presentato in tribunale e non verrà estradato a causa della prescrizione – È considerato uno degli esecutori dell’attentato neofascista del 1974

  • Ieri, 20:42
  • 20 minuti fa
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RG 12.30 del 04.04.2025 La corrispondenza di Anna Valenti

RSI Info 04.04.2025, 13:02

  • ANSA/Keystone
Di: ATS/ANSA/TG/dielle 

Il tribunale dei minori di Brescia ha condannato a trent’anni per strage Marco Toffaloni, all’epoca un giovane neofascista veronese di 16 anni. Secondo i giudici, è uno degli esecutori della strage di Piazza della Loggia del 28 maggio 1974. L’attentato neofascista provocò la morte di 8 persone e ne ferì 102.

Per i giudici, che hanno accolto la richiesta dei pubblici ministeri e che hanno inflitto il massimo della pena per un processo minorile, è stato lui a mettere l’ordigno nel cestino sotto i portici di Piazza Loggia dove si è fermato - come dimostra una foto agli atti - anche dopo lo scoppio.

Toffaloni, oggi 67enne e cittadino svizzero dagli anni ‘90, non si è mai presentato in tribunale e vive a Landquart nei Grigioni. Lo scorso ottobre, l’Ufficio federale di giustizia aveva chiarito che anche in caso di condanna non potrà procedere all’estradizione e nemmeno alla carcerazione in Svizzera perché per il codice svizzero il reato è prescritto. Per ovviare a questo, il consigliere agli Stati Carlo Sommaruga ha chiesto al Consiglio federale di revocare la cittadinanza svizzera a Toffaloni.

02:13

Piazza della Loggia, no al trasferimento

Telegiornale 31.10.2024, 20:00

Del caso si occuperà martedì Falò, mentre lunedì la strage di Piazza Loggia tornerà in aula. Davanti ai giudici ordinari è infatti in corso il processo a carico del secondo uomo considerato l’esecutore materiale con Toffaloni: Roberto Zorzi, veronese che aveva 21 anni e che da tempo vive in America dove gestisce un allevamento di cani che ha chiamato “Il Littorio”, termine legato alla storia di Roma e al fascismo. In tribunale testimonierà Ombretta Giacomazzi, la grande accusatrice e teste chiave.

Nel 2017 erano invece state emesse le condanne all’ergastolo definitive (Cassazione) nei confronti di Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte, considerati i mandanti della strage bresciana.

Telegiornale del 03.04.2025

46:09

La strage, i fascisti e la Svizzera (versione integrale)

Falò 23.05.2024, 22:30

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