“Abbiamo disaccordi, ma anche interessi comuni”, ha detto il ministro degli esteri cinese Wang Yi, iniziando martedì sera una visita negli Stati Uniti, volta a promuovere “relazioni stabili” senza “malintesi” in un momento di tensioni fra i due Paesi e sullo scacchiere internazionale più in generale. E Wang ha pure ammonito che “cosa è giusto o sbagliato non lo decide il braccio più forte o la voce più alta”.
Il viaggio potrebbe sfociare nell’annuncio di una futura visita - già in novembre a San Francisco - del presidente Xi Jinping. Wang ha parlato accanto al segretario di Stato Antony Blinken, al quale non ha risparmiato una stoccata sulla brevità del suo messaggio di benvenuto. “Attendo con ansia gli scambi costruttivi dei prossimi due giorni”, ha risposto Blinken.
Quest’oggi, venerdì, Wang è atteso alla Casa Bianca per vedere il consigliere alla sicurezza nazionale Jake Sullivan e, secondo alcune fonti, anche il presidente Joe Biden.
Sul fronte militare però, nel frattempo, si è segnalato un nuovo episodio a rischio: un caccia cinese ha intercettato un aereo militare statunitense sul Mar Cinese meridionale, avvicinandosi a una distanza di pochi metri fino a far temere una possibile collisione.