Come tutti gli anni tra febbraio e marzo, a seconda delle condizioni climatiche, inizia il periodo della migrazione degli anfibi dai boschi, luoghi di letargo, agli stagni, luoghi di riproduzione. Un esodo stagionale talvolta micidiale per rane, rospi e tritoni, a causa degli attraversamenti stradali.
Le organizzazioni ambientaliste, con l'appoggio degli enti pubblici, da un trentennio si occupano di favorire la migrazione nei passaggi più a rischio, grazie anche all'impegno di volontari. Un lavoro prezioso, anche per censire questi animali, che sono protetti dalla legge. Censimenti che in questi anni hanno permesso al cantone di creare accorgimenti per favorire la migrazione autonoma.
"Vengono realizzati dei sottopassi appositi per gli anfibi sotto la strada oltre a delle barriere fisse lungo i lati", ha spiegato ai microfoni della RSI Mirko Sulmoni, dell'Ufficio natura e paesaggio del Dipartimento del territorio.
Il cantone ci mette del suo, come il centinaio di volontari impegnato a ogni migrazione. Ma questi sforzi hanno davvero salvato le specie a rischio? "È dagli anni '90 che vengono fatte queste operazioni di salvataggio", ci spiega Tiziano Maddalena, del Centro nazionale svizzero di dati e informazioni per anfibi e rettili. "Da allora, controllando a scadenze regolari i vari biotopi, si vede che le popolazioni si sono mantenute, se non cresciute. In qualche raro caso la specie è scomparsa, ma solo localmente".
Ma il pericolo non è rappresentato solo dalla strada. "Devono avere l'acqua tutto l'anno", prosegue Maddalena. "Con i cambiamenti climatici, stagni che una volta trattenevano l'acqua adesso ad aprile-maggio son secchi. Poi questi animali ci mettono 3-4 anni a diventare adulti. Nel frattempo devono trovare il cibo, tornare nel bosco... Noi vediamo solo l'aspetto della riproduzione, che è quello più "spettacolare", ma il resto è difficile da controllare". È sempre importante reclutare nuovi volontari... "Gente che fa questo lavoro da vent'anni... magari a un certo punto uno si stufa", conclude Maddalena. "Andare in giro di notte con torcia e secchiello vicino alle strade non è sempre facile..."