Tra le attività che hanno ripreso e contribuito ad un consolidamento dei buoni risultati turistici in questi ultimi mesi, ci sono gli stabilimenti termali. Giovedì l'Ufficio federale di statistica ha presentano i nuovi dati a livello nazionale per quel che riguarda i pernottamenti ma del solo mese di settembre: il settore alberghiero elvetico ha registrato il 22,5% in più dello stesso mese del 2020. In Ticino c'è stata invece una leggera flessione, dello 0,7% ma, come da aprile a adesso, si tratta comunque di cifre ben più alte rispetto agli anni pre-pandemia.
Le strutture termali hanno sostenuto il settore, benché siano stati tra i primi a chiudere a causa delle restrizioni contro il Covid-19 e tra gli ultimi a riaprire. Anna Celio, direttrice dello Splash e Spa di Rivera e Filippo Thomann, direttore di Termali Salini a Locarno, hanno raccontato ai microfoni della RSI i mesi che hanno attraversato la pandemia e quelli successivi, decisamente migliori.
"Dal 13 settembre, all’introduzione del Covid pass - spiega Celio - la situazione da una parte è migliorata perché le persone sono venute sicure di cosa dovevano fare, come dovevano comportarsi e questo ha aiutato anche nella gestione del centro". Thomann evidenzia che c’è stata molta voglia di rilassarsi, di fare qualcosa di diverso e la struttura ha beneficiato anche della presenza a settembre di molte persone ancora in vacanza nel Locarnese che si sono recate nell’impianto nei giorni di brutto tempo. Numeri record anche in piena estate, dove di solito le strutture termali non vengono sfruttate appieno anche solo per un fatto di temperature dell’acqua. "Abbiamo dovuto organizzarci – spiega – perché avevamo molto personale in vacanza". Il bilancio è dunque positivo mentre questo genere di attrattori turistici entrano nel pieno della loro stagione.