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Arsia, una città da reinventare

Villaggio operaio dell'Istria, dall'Italia fascista passò all'ex-Jugoslavia ed oggi è croata. Sta ricostruendosi tra miniera e architettura

  • 18.11.2020, 06:52
  • 22.11.2024, 18:10
04:53

Arsia, bianca città del carbone

RSI Info 18.11.2020, 06:45

  • RSI/Simone Benazzo - Marco Carlone

Arsia, fino a metà degli anni ‘30, era solo un villaggio operaio nel cuore dell’Istria. Quando l’Italia fascista varò la politica autarchica, il borgo divenne però una “città di fondazione”, su progetto dell’architetto triestino Gustavo Pulitzer Finali.

Poiché le norme di sicurezza erano spesso ignorate su pressione del regime, gli incidenti erano frequenti. Il peggiore nel 1940, quando un’esplosione uccise quasi 200 minatori. La più grave tragedia mineraria d’Italia, avvenuta in un territorio oggi non più italiano.

Arsia, con il passaggio alla Jugoslavia, divenne un centro multiculturale e multietnico, e prosperò fino al 1966, quando la miniera venne chiusa. L’Arsia di oggi, quella croata, cerca la propria identità tra turismo e cultura, provando a legare l’eredità della miniera al suo patrimonio architettonico unico.

Simone Benazzo - Marco Carlone

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