Due sedute in due giorni per il Consiglio federale, alle prese con l’emergenza dei dazi commerciali annunciati da Donald Trump. Un annuncio atteso, a sorprendere è stata però la portata di queste tariffe, con quel 31% di dazi che a Berna nessuno riesce a capire, così almeno quanto comunicato direttamente dal ministro dell’economia Guy Parmelin e dalla presidente della Confederazione Karin Keller Sutter, che si è detta “delusa” dal nuovo indirizzo commerciale degli Stati Uniti. Agli occhi del governo non è però nell’interesse della Svizzera introdurre delle misure di ritorsione nei confronti delle aziende esportatrici statunitensi. La via scelta dal Consiglio federale è quella del dialogo, nella speranza di riuscire a strappare ulteriori concessioni all’amministrazione Trump. Da notare ad esempio che quel 31% di dazi annunciato ieri non vale per il settore farmaceutico o per chi commercia oro.
La Svizzera e lo schiaffo di Trump: argomenti e interrogativi che discuteremo con:
Nicola Tettamanti, presidente di Swissmechanic
Luca Albertoni, direttore della Camera di commercio del canton Ticino
Amalia Mirante, economista e docente universitaria
Paolo Pamini, economista e consigliere nazionale Udc
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