Sono trascorsi settant’anni dalla scomparsa del teologo, scienziato e gesuita Pierre Teilhard de Chardin e il suo pensiero resta ancora attuale. Costretto a emigrare negli Stati Uniti dopo che un monitum del Sant’Uffizio presieduto dal cardinale Ottaviani imponeva alle congregazioni religiose di ritirare le sue opere da tutte le biblioteche a motivo del suo esplicito appoggio alle tesi evoluzionistiche, Teilhard riceve oggi dal Vaticano una sorta di riabilitazione. La Libreria Editrice Vaticana, infatti, ha deciso di pubblicare una importante biografia dedicatagli dalla storica Mercè Prats, specializzata in storia religiosa della Francia del XX secolo e ricercatrice al Laboratorio di studi sui monoteismi di Parigi. Al centro delle polemiche del tempo, paragonato a Sartre per la notorietà nella Parigi degli anni Cinquanta, discusso a Roma ma difeso dal confratello Henri de Lubac, il teologo francese sosteneva, in scia ai lavori di Darwin, che solo l’evoluzione potesse spiegare la complessità della realtà e il mistero di Dio.
Significativamente, la biografia, intitolata “Pierre Teilhard de Chardin”, è introdotta da un testo del cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la cultura e l’educazione, che spiega come l’opera del gesuita rappresenta «un tentativo audace d’integrare l’evoluzione cosmica con una visione spirituale dell’universo». E ancora: «Nella sua vita e nei suoi scritti emerge una sintesi originale che sfida le tradizionali dicotomie tra fede e ragione, natura e spirito, tempo ed eternità. Questo volume si propone di esplorare in profondità il pensiero di Teilhard, offrendo una prospettiva penetrante sulla sua eredità intellettuale e spirituale».
A una Chiesa che con l’Humani Generis di Pio XII (1950) erigeva mura difensive contro «alcune false opinioni che minacciano di sovvertire i fondamenti della dottrina cattolica», il «sacerdote incompreso» – come lo definì Francesco nel 2023 – rispondeva che non esiste dottrina data una volta per sempre. «Anche il pensiero che abbiamo di Dio non può che evolversi», disse raccontando di lui poco tempo fa Carlo Molari, suo discepolo. E ancora: «Di lui non sappiamo nulla di assoluto. Possiamo soltanto abbozzare qualcosa, ma sempre adeguando ciò che diciamo alla esperienza che compiamo, al fatto che evolviamo». Perché «tutto nella storia è in evoluzione». E lo è anche se «nella Chiesa ancora oggi c’è chi pensa che l’ortodossia vada salvaguardata e che ogni sua evoluzione sia male. Ma il male è proprio avere questa visione delle cose».
L’evoluzione richiede la storia. Gli antichi pensavano che in origine vi fosse un Adamo perfetto, ma nulla può confermare questa teoria. L’uomo deve diventare e diventa nella storia e così la percezione che l’uomo ha di Dio. Da paleontologo, Tehilard sa bene che non troverà mai traccia né di questo Adamo né del paradiso. E propone altre strade per spiegare l’origine dell’universo, dell’uomo. Lo spavento del Sant’Uffizio di fronte alla sua “modernità” è la paura atavica che spesso fa parte della vita della Chiesa. Paura, racconta giustamente Mercè Prats, che è al cuore di un’istituzione che è cosciente “che sta perdendo terreno nella società moderna”. E ancora: “Paura che esiste anche in color che cercano in qualche modo di porre la fede cattolica al centro della società e che sono sospettati di introdurre il nemico nel fortino”.
Certo, i tempi sono cambiati. La Chiesa, oggi, non è più quella del secolo scorso. A dimostrazione che anche il suo pensiero, in qualche modo, evolve. Lo testimoniano le parole di Tolentino che scrive ancora: «Il pensiero di Teilhard ha suscitato un ampio dibattito, tanto all’interno della comunità scientifica quanto in ambito teologico. Da un lato, la sua visione dell’evoluzione come processo intrinsecamente orientato verso il trascendente ha sollevato interrogativi sulla compatibilità delle sue idee con la teoria darwiniana. Dall’altro, la sua audacia nel reinterpretare la fede cattolica alla luce delle scoperte scientifiche ha provocato reazioni contrastanti all’interno della Chiesa». Ma «nonostante le controversie, o forse proprio grazie a esse, il suo pensiero continua a esercitare una profonda influenza, ispirando nuove generazioni di pensatori e credenti».
La teologia dopo Darwin
RSI Cultura 21.04.2023, 09:53
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