La lettera di Postfinance ha preso completamente di sorpresa Sandra S. Nella comunicazione si legge: “Ci vediamo costretti a interrompere il rapporto commerciale con lei e a chiudere i relativi conti e servizi”. Alla cliente viene comunicato che ha due settimane di tempo per trovare una nuova banca. Sandra cerca di prelevare denaro dal suo conto, ma non è più possibile. Trovare una nuova banca in così poco tempo all’estero le è impossibile.

La lettera inviata da Postfinance
Sandra è sbigottita dalla disdetta. È una cliente normale da molti anni, vive a Cuba e paga commissioni bancarie più alte come svizzera all’estero. Non è chiaro come riceverà in futuro i versamenti dell’AVS.
Non un caso isolato
Un’inchiesta di SRF mostra che il suo non è un caso isolato: Postfinance sta sistematicamente cancellando i conti di clienti con legami a Cuba.
Le tempistiche sollevano degli interrogativi. O il controllo interno ha lanciato l’allarme, oppure le autorità americane hanno fatto pressione direttamente sulla banca controllata dalla Confederazione. Postfinance, interpellata, mantiene il riserbo e non fornisce informazioni a riguardo. Una reazione che fa sospettare che il timore delle rappresaglie statunitensi sia arrivata alla sede centrale di Berna.
Postfinance chiude i conti a Cuba (SRF4 News, 27.03.2025)
Cuba come pedina della politica statunitense
Il motivo delle disdette improvvise è il nuovo inasprimento delle sanzioni economiche degli Stati Uniti. Ci sono alti e bassi. Nel 2016, l’allora presidente degli Stati Uniti Barack Obama annunciò una nuova era, una svolta storica. Dopo decenni, gli Stati Uniti allentarono l’embargo nei confronti di Cuba.
Nel 2019 però Donald Trump ha inasprito le misure, inserendo Cuba nella lista degli Stati che sostengono il terrorismo e minacciando aziende e banche straniere che facevano affari con il Paese. Joe Biden ha poi allentato le misure all’inizio del 2025, una decisione immediatamente annullata da Donald Trump all’inizio del suo secondo mandato.
Le banche svizzere reagiscono
Molte grandi banche svizzere hanno interrotto i pagamenti con Cuba diversi anni fa a causa delle pressioni degli Stati Uniti. Postfinance è rimasta l’unico grande istituto a continuare i pagamenti, fino al 2019. Poi anche Postfinance ha interrotto i rapporti con Cuba. Una mossa che ha suscitato critiche: Filippo Lombardi, in un’interpellanza, sosteneva che Postfinance ha il compito, di garantire i servizi di base nei pagamenti, anche per i pensionati all’estero.
Il Consiglio federale ha risposto che questo obbligo vale solo per i pagamenti all’interno della Svizzera. Postfinance, in quanto istituto finanziario svizzero, non è direttamente soggetta alla legge americana, ma le sanzioni degli Stati Uniti sono applicabili non appena i pagamenti vengono effettuati in dollari o tramite una banca nel territorio degli Stati Uniti. Non si può obbligare Postfinance a effettuare pagamenti all’estero.
Oggi Postfinance si riferisce agli argomenti di allora. L’istituto dipende da una rete di banche corrispondenti e dall’accesso al sistema di pagamento in dollari. Tuttavia, il motivo per cui le chiusure dei conti avvengono così precipitosamente rimane senza risposta.

La guerra commerciale preoccupa le banche
Il Quotidiano 31.03.2025, 19:00