L’Ecuador ha chiesto agli Stati Uniti un sostegno militare nella lotta contro il narcotraffico. Lo ha reso noto il presidente, Daniel Noboa, riferendo di un incontro privato “positivo” con il suo omologo americano, Donald Trump, avvenuto nel fine settimana in Florida.
L’Ecuador “è aperto anche alle basi internazionali. Gli USA ci aiuteranno a pattugliare non solo il narcotraffico, ma anche i problemi di pesca illegale che tanto ci toccano”, ha detto il capo dello Stato in un’intervista a Radio Sucesos. Di recente, Noboa - in corsa per la rielezione al ballottaggio del 13 aprile - ha proposto al Congresso di rimuovere dalla Costituzione il divieto di istituire basi militari straniere, come quella che Washington aveva fino al 2009 nel porto di Manta per i voli antidroga. Insomma, la sua è una lotta frontale al narcotraffico e ai problemi di sicurezza che hanno destabilizzato il Paese.
Il leader conservatore ha inoltre annunciato un’alleanza con Erik Prince, fondatore della società di sicurezza americana Blackwater. “Un loro gruppo arriverà in Ecuador “già nei prossimi giorni”, ha confermato il ministro della Difesa, Gian Carlo Loffredo.

Ecuador al ballottaggio
Telegiornale 10.02.2025, 12:30
La candidata presidenziale di sinistra dell’Ecuador, Luisa Gonzalez, in vista del ballottaggio, ha invece ottenuto il sostegno del Movimento Pachakutik - braccio politico della Confederazione delle nazionalità indigene dell’Ecuador (Conaie), la più grande del Paese.
Due anni di violenza
La violenza dei narcos in Ecuador ha iniziato a intensificarsi significativamente negli ultimi anni, ma le radici del problema risalgono a molto prima. La situazione è peggiorata notevolmente a partire dal 2020, quando le bande locali hanno iniziato a collaborare più strettamente con i cartelli messicani e colombiani.

L'arresto di "Fito", boss dei Los Choneros
Nel gennaio 2024, la violenza ha raggiunto un nuovo picco con l’evasione di due dei narcos più potenti del paese, José Adolfo Macías, detto “Fito”, e Fabricio Colón Pico. Questo evento ha scatenato una serie di scontri violenti e ha portato il Governo a dichiarare lo stato di emergenza. La situazione era così grave che il presidente dell’Ecuador ha dovuto prendere misure drastiche per cercare di contenere la violenza e prevenire una guerra civile.

Narcotraffico e violenza in Ecuador
Telegiornale 18.04.2024, 20:00
Guayaquil: il porto della cocaina
Il porto di Guayaquil gioca un ruolo cruciale in questa crisi. È il principale punto di esportazione della cocaina, con il 70% della cocaina destinata all’Europa che passa attraverso questo porto. La sua posizione strategica - e la complessità dei suoi canali - rendono difficile il controllo e la prevenzione del traffico di droga.

Onda bianca. La cocaina travolge l’Europa
Falò 08.10.2024, 21:10

RG 12.30 del 01.04.2025 Il servizio di Christian Gilardoni
RSI Info 01.04.2025, 12:52
Contenuto audio
Le bande di narcos
Le principali bande di narcotrafficanti che tengono sotto assedio l’Ecuador sono due, si chiamano: Los Choneros e Los Lobos.
Ecuador sotto assedio
Falò 18.04.2024, 21:25
Los Choneros sono un’organizzazione criminale originaria della provincia di Manabí, coinvolta in traffico di droga, estorsioni e omicidi, che collabora con il cartello messicano di Sinaloa. Los Lobos, invece, è la gang nota per il controllo delle carceri ed il traffico di droga che ha rivendicato l’assassinio del candidato presidenziale Fernando Villavicencio nel 2023.
In tutto però le bande attive nel Paese sono 22. Questi i loro nomi, decisamente evocativi: Águilas, ÁguilasKiller, Ak47, Caballeros Oscuros, ChoneKiller, Choneros, Covicheros, Cuartel de las Feas, Cubanos, Fatales, Gánster, Kater Piler, Lagartos, Latin Kings, Lobos, Los p.27, Los Tiburones, Mafia 18, Mafia Trébol, Patrones, R7, Tiguerones.