Si chiamava Stig Engström, di professione grafico. Era dedito all'alcool, aveva in casa numerose armi e fu l'uomo che nel 1986 assassinò Olof Palme. Oggi, mercoledì, la sua definitiva identificazione da parte della giustizia svedese. Un'identificazione tuttavia postuma, visto che l'uomo si suicidò vent'anni orsono all'età di 66 anni.
Il procuratore svedese Krister Petersson, che ha ora archiviato l'inchiesta, durante la conferenza stampa diffusa oggi in streaming
Si è ad ogni modo chiuso oggi, con la conferma da parte del procuratore penale Krister Petersson, il perdurante mistero intorno all'assassino dello storico premier svedese. Engström, va detto, era il principale sospetto. Dopo l'uccisione la polizia lo aveva sottoposto a interrogatori. Ma le indagini non sfociarono in alcuna incriminazione.
Olof Palme venne ucciso a colpi d'arma da fuoco, mentre stava rientrando a casa con la moglie dopo aver assistito ad un film in un cinema di Stoccolma. Il leader socialdemocratico - a capo dell'Esecutivo del suo paese dal 1969 al 1976, e poi dal 1982 fino alla sua morte - è ancora oggi ricordato per la sua politica progressista come l'artefice della Svezia moderna. Molto attivo anche sul piano internazionale, Palme fu in particolare, fra gli anni '60 e '70, un fiero oppositore dell'intervento militare degli Stati Uniti in Vietnam.
Red.MM/ARi