Uno dei bisogni universali di tutte le specie animali è quello di riprodursi. Non è solo un desiderio, ma un vero e proprio atto indispensabile a garantire la continuità della propria specie. Nella maggior parte dei casi, per farlo è necessario trovare una compagna o un compagno, anche se di certo non mancano le varianti, come in alcune specie di insetti stecco, le cui femmine possono riprodursi per partenogenesi senza l’ausilio dei maschi.

Polpo dagli anelli blu
Tra le righe 01.04.2025, 15:00
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Anche le strategie per convincere il partner a riprodursi sono davvero variegate e curiose. A volte possono sembrarci romantiche, in altri casi i due sessi sono invece in totale conflitto tra loro. Può infatti capitare che i maschi debbano far fronte a diversi pericoli per indurre una femmina ad accoppiarsi.

Una femmina di mantide religiosa si nutre del maschio dopo l'accoppiamento
Ben noto è l’esempio delle mantidi religiose, insetti in cui i maschi devono convincere le femmine con vari stratagemmi non solo per accoppiarsi, ma anche per non farsi letteralmente mangiare. Sebbene le femmine di questi animali non divorino sistematicamente il maschio – cosa che succede solo in alcune situazioni particolari e in meno del 30% dei casi – il cannibalismo sessuale è una pratica piuttosto diffusa nelle mantidi e in altre specie. Si osserva ad esempio in alcuni ragni, tra cui le vedove nere e i ragni pavone, in certe rane e in alcuni polpi.
Per noi umani può risultare difficile capire come mai tale meccanismo esista in natura, ma dal punto di vista evolutivo ciò può avere un senso. Quando il maschio viene mangiato, il suo corpo fornisce delle importanti proteine alla femmina. Proteine cruciali per lo sviluppo dei piccoli. Questo involontario ed estremo sacrificio sembra quindi essere una garanzia di sviluppo per la nuova generazione.
Ma per il maschio essere divorato è un problema. Sai che novità. Invece di dare tutto sé stesso (è il caso di dirlo) per lo sviluppo di un’unica generazione di piccoli, ogni futuro padre deve cercare di restare in vita per creare altre cucciolate. Ecco quindi che, per riuscire nell’intento, alcuni di loro hanno adottato stratagemmi efficaci per accoppiarsi e non farsi mangiare. C’è chi opta per la danza e c’è chi invece predilige i regali.
C’è poi chi, come il Polpo dagli anelli blu della specie Hapalochlaena fasciata, punta su un curioso quanto sconcertante espediente, reso pubblico di recente da uno studio apparso sulla rivista scientifica Current Biology.
Si tratta di polpi conosciuti per essere dotati di una potentissima neurotossina, chiamata tetrodotossina, talmente potente da riuscire a bloccare il sistema nervoso di un essere umano in pochi minuti. Non è prodotta direttamente dal polpo, ma da batteri simbionti presenti nelle sue ghiandole salivari. Di solito viene impiegata per immobilizzare le prede o difendersi dai predatori.
Nella specie citata nello studio, identificabile grazie alle linee blu sul mantello e agli anelli del medesimo colore sulle braccia, il veleno ha pure un’altra inaspettata funzione ed è usato dal maschio durante l’accoppiamento. Il team di ricerca ha infatti messo in evidenza che i polpi maschi, per evitare che le femmine nettamente più grandi di loro li divorino nel momento topico, hanno sviluppato un comportamento quantomeno curioso: prima dell’accoppiamento mordono la femmina iniettandole il veleno direttamente nell’aorta e causandole una paralisi temporanea.
Si è notato che, appena il maschio afferra la femmina per accoppiarsi, questa inizia a respirare sempre più lentamente fino a fermarsi del tutto per alcuni minuti. Durante questo stato, le femmine diventano pallide e mostrano i segni tipici di un avvelenamento da tetrodotossina. Un avvelenamento temporaneo perché, svanito l’effetto, la femmina riprende il totale controllo del proprio corpo. A quel punto il maschio termina l’accoppiamento e si allontana sano e salvo. Un atto decisamente deplorevole e penalmente perseguibile dal nostro punto di vista. Ma torniamo ai polpi.
Analizzando i corpi delle femmine, i ricercatori hanno pure osservato che la strategia dei maschi dipende dalla precisione del morso. In uno dei casi studiati, il maschio non è stato preciso e non ha colpito l’aorta: la femmina si è quindi risvegliata molto prima delle altre.
Insomma, sebbene lo studio debba essere approfondito e condotto su un maggiore numero di coppie, i primi risultati indicano che in questi polpi si assiste a una vera e propria battaglia senza esclusione di colpi: lei cerca di mangiarlo, mentre lui la avvelena per potersi accoppiare con lei. Un conflitto che però sembra avere un esito positivo dal punto di vista evolutivo per questi polpi: le uova fecondate in questo modo si sono regolarmente schiuse.

Hapalochlaena lunulata, un'altra specie di polpo dagli anelli blu