Pierin Vincenz e il suo socio in affari Beat Stocker "si sono enormemente arricchiti" e hanno causato un grave danno, secondo il ministero pubblico, che questo giovedì mattina ha chiesto 6 anni di carcere per i due principali imputati al processo in corso al Volkshaus di Zurigo e che vede alla sbarra sette persone, fra cui per l'appunto l'ex CEO della Raiffeisen.
Il procuratore esce dal Volkshaus, dove si tiene il processo
Quest'ultimo, ha sostenuto il procuratore Marc Jean-Richard-dit-Bressel, grazie al suo ruolo disponeva della posizione più forte e ha "abusato della fiducia accordatagli e del suo potere". Ma Stocker è stato il cervello di quello che è stato definito un doppio gioco. I due, lo ricordiamo, sono accusati fra l'altro di truffa e appropriazione indebita per aver lucrato rispettivamente 9 e 16 milioni di franchi dall'acquisizione, da parte di Aduno e Raiffeisen in cui avevano ruoli dirigenziali, di quattro altre società più piccole nelle quali avevano delle partecipazioni e quindi un interesse privato non dichiarato. Fra queste Eurokaution, in particolare, "non aveva chiaramente un potenziale di sviluppo. Era un prodotto senza valore", ha detto il ministero pubblico.
Il processo è incentrato anche sulle note spese a carico di Raiffeisen per quelli che secondo Vincenz erano "cene e viaggi di lavoro" e per l'accusa invece "un tour de Suisse dei locali a luci rosse" per "soddisfare i suoi bisogni" e "vacanze private". Nel caso del viaggio a Londra, l'ex CEO della Raiffeisen aveva persino segnato nell'agenda "Vacanze, non prendere appuntamenti", Chiamarlo un "viaggio d'affari" e caricarlo sul conto della banca è stato "sfacciato e inammissibile", ha aggiunto Jean-Richard-dit-Bressel.