Ticino e Grigioni

Meno migranti, “ma il loro numero resta straripante”

Da Rovio a Camorino, le soluzioni sul tavolo del Cantone e il quadro della situazione spiegato dal responsabile dell’Ufficio cantonale dei richiedenti l’asilo

  • Ieri, 20:25
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Migranti, sempre più lontana l'opzione Rovio

Il Quotidiano 04.04.2025, 19:00

Di: Sharon Bernardi/Spi 

La calma è di quelle apparenti a Rovio, e così il silenzio che avvolge il Park Hotel, l’ultima opzione identificata per alloggiare i richiedenti l’asilo. Le preoccupazioni sono rimaste intatte, anche quelle di chi abita nei paraggi di quello che una volta era un albergo rinomato. Nulla è cambiato e l’edificio rimane nello stato di abbandono in cui versa da anni. Il proprietario, il gestore e il Cantone non si non più fatti sentire con il Municipio di Rovio che aveva imposto un mese di tempo per sistemare la struttura.

Una struttura che non è neanche allacciata alla rete fognaria. E non ha ancora il via libera per alloggiare dei migranti, serve un cambio di destinazione (da alberghiera a residenziale). La soluzione di Rovio, dice al Quotidiano Renzo Zanini, responsabile dell’Ufficio cantonale dei richiedenti l’asilo, “è al momento in stand-by. C’è una procedura in corso che coinvolge l’autorità comunale e il proprietario. Il Cantone sta a guardare e in base all’evoluzione valuteremo se continuare con il progetto oppure no”.

Lunedì prossimo è in agenda un incontro tra il Municipio, il proprietario e il gestore. La quarantina di migranti che doveva trovare alloggio al Park Hotel è stata collocata a Paradiso, all’hotel Dischma, liberato dai minorenni non accompagnati trasferiti a loro volta a Cadro. “L’urgenza è la nuova realtà con cui siamo confrontati - dice Zanini -. Prima vivevamo dei picchi migratori che dopo qualche mese o un anno diminuivano. Negli ultimi tre anni abbiamo invece un numero molto elevato di persone”.

Zanini spiega che arrivano in Ticino 12 persone alla settimana, 50 al mese, 600 all’anno, il triplo rispetto solo a 3 anni fa. Eppure la Confederazione, o meglio la Segreteria di Stato della migrazione (SEM), ha visto al ribasso le previsioni. “Se, come dice la SEM, quest’anno dovessimo assistere a un 15% in meno di domande d’asilo e, quindi, di attribuzioni ai cantoni, saremmo comunque ad un valore numerico annuale più che doppio rispetto al periodo 2017-21. Per utilizzare una metafora, il lago è uscito e ha raggiunto Piazza Grande di Locarno. Se anche ora scende leggermente, il lago resta comunque sempre fuori. Siamo in questa situazione”.

Il responsabile dell’Ufficio cantonale dei richiedenti l’asilo parla davanti al cantiere del futuro Centro cantonale d’accoglienza a Camorino, che sarà pronto ad ottobre. Non risolverà la situazione, afferma Zanini, “ma ci permetterà di disporre di circa 180 posti letto ordinari in più. Potremo così rinunciare a uno stesso numero di posti temporanei”.

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