Ticino e Grigioni

Inchiesta Wip Finance e Visibilia, legame confermato

La società della ministra italiana Daniela Santanchè doveva essere acquistata dalla fiduciaria di Paradiso, ma la FINMA ha fermato tutto – Il socio di minoranza di Visibilia: “Chi ha dato i soldi a Wip Finance?”

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Caso Visibilia in Ticino, quanto è grave l'intervento della FINMA

SEIDISERA 04.04.2025, 18:00

  • Keystone
Di: SEIDISERA-Kavakcioglu/dielle 

Quello che era un forte sospetto, ora è una certezza. L’intervento dell’Autorità di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) nei confronti della fiduciaria di Paradiso Wip Finance, per la quale la FINMA ha nominato l’avvocato Francesco Naef a capo di un’inchiesta – in sostanza un curatore della società – è legato alla compravendita di Visibilia, la società editrice di proprietà della ministra italiana del turismo Daniela Santanchè, finita in guai giudiziari in Italia per falso in bilancio.

Vale però la pena fare prima un passo indietro e ripercorrere i fatti: poco prima di Natale era stato annunciato che la Wip Finance di Paradiso avrebbe comprato il 75% della società che controlla Visibilia per oltre due milioni e mezzo di euro. Una piccola quota era già stata versata e lunedì scorso avrebbe dovuto essere pagato il resto, poco più di due milioni, ma la transazione non è mai avvenuta proprio per la nomina e l’intervento dell’avvocato Naef.

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La vicenda Santanchè tocca anche la Svizzera

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La conferma del legame con la vicenda Visibilia non è però arrivata dalla FINMA che, alla richiesta di informazioni della RSI, si è limitata a confermare la decisione presa con la nomina di Naef e ha elencato la procedura. No comment poi sia dall’avvocato Naef, sia dal Ministero pubblico ticinese, come nemmeno nessuna risposta dalla fiduciaria. SEIDISERA ha quindi contattato l’azionista di minoranza di Visibilia, il quale un paio di mesi fa aveva affermato che su questo caso avrebbe presentato un esposto ai magistrati di Lugano per riciclaggio di denaro. Si tratta dell’imprenditore italiano Giuseppe Zeno, dalla cui denuncia è fra l’altro partito lo scandalo in Italia. Zeno ha spiegato - e la RSI ha potuto visionare il documento - che a fine dicembre (quindi una decina di giorni dopo l’accordo fra Visibilia e Wip Finance) ha segnalato alla FINMA l’operazione. In questi giorni Giuseppe Zeno si trovava a Lugano e SEIDISERA lo ha incontrato.

“Chi ha dato i soldi a Wip Finance?”

“Saputo dell’accordo, per me la prima reazione è stata quella di voler conoscere chi sarebbe stato azionista di riferimento della società nella quale io ho investito”, ha spiegato Zeno alla RSI. Di solito però, gli facciamo notare, per scoprirlo non si parte da una segnalazione all’autorità di vigilanza finanziaria. “Diciamo che ero certo che non me lo avrebbero detto spontaneamente e quindi l’unica soluzione era quella di segnalare alla FINMA che c’era stata questa strana operazione di trasferimento, in considerazione del fatto che la signora Santanchè la partecipazione l’aveva pagata circa 4 milioni e mezzo di euro e la stava rivendendo per 2,7 milioni. Ci è pertanto sembrato utile fare la segnalazione all’organo di vigilanza svizzero”, spiega Zeno.

Un’operazione poco chiara quindi, ancor più alla luce delle cifre e degli attori in gioco: “Volevamo avere certezza di chi fossero quelli che hanno dato i soldi alla WIP Finance, perché questa fiduciaria - da quello che si era saputo - aveva già fatto un primo versamento di 600’000 euro e si apprestava a farne un altro di 2,1 milioni. Ma questi soldi non figuravano nel patrimonio della Wip Finance, quindi era evidente, come è tuttora evidente, che questo denaro sarebbe arrivato alla fiduciaria da terzi. E noi volevamo sapere chi fossero questi terzi”, ribadisce l’imprenditore.

Giuseppe Zeno ha pure spiegato alla RSI di aver ricoperto in passato ruoli dirigenziali in banche e fiduciarie svizzere, da qui anche la conoscenza della FINMA e delle prassi sulle segnalazioni. Non aveva invece mai sentito nominare prima la Wip Finance e i suoi amministratori.

Maderni (Federazione fiduciari): “Sorpresa dall’importane intervento della FINMA”

Sulla vicenda la RSI ha sentito per un commento anche la presidente della Federazione dei fiduciari del Canton Ticino Cristina Maderni: “Per prima cosa mi sono interrogata se fosse mai successa una cosa di questo tipo in Ticino e, a mia memoria non riesco a ricordare un intervento di questo tipo e così incisivo della FINMA. La reazione è stata quindi di sorpresa, ma dimostra anche che la FINMA vigila con attenzione”.

Un caso quindi di una certa importanza, ma come ne giudica la gravità? “Sicuramente l’intervento con la nomina di un avvocato come curatore della società fa presagire e fa intuire un caso sicuramente di alto livello, superiore a quelli che sono i controlli generali che vengono fatti dalla FINMA periodicamente, nei quali magari poi viene richiesto alla società di implementare delle procedure. In questi casi non si arriva infatti mai a una nomina formale”, conclude Maderni.  

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Notiziario 06.00 del 31.03.2025 - Il servizio di Pervin Kavakcioglu

RSI Info 31.03.2025, 07:04

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