Ma la fantascienza parla davvero di futuro?
No! Nel genere, il futuro è un espediente narrativo, è un modo per riflettere sul presente, sui rischi, sui problemi etici di oggi, sul controllo sociale. Le affermazioni, un po’ deluse, tipo “Ma la macchina del tempo non c’è davvero, le auto non volano, i robot non sembrano noi!” non hanno molto senso. La fantascienza magari sbaglia i particolari, i modi in cui una realtà si impone, ma è spesso profetica nell’evocarne i rischi, i lati negativi.
Un robot non può recare danno a un essere umano né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno.
Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non vadano in contrasto alla Prima Legge.
Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché la salvaguardia di essa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.
Isaac Asimov
Isaac Asimov, grande autore del genere, ha scritto diversi libri sui robot, diversi dei quali sono alla base di film di successo. Nelle sue storie ricorrono spesso le “Tre leggi della robotica”, quelle per cui un robot non deve fare danno all’uomo ma non deve nemmeno fare danno a sé stesso. Certo, i robot non sono diventati ciò che ci si immaginava, degli umanoidi che magari si muovono scatti, ma le tre leggi di Asimov, nate nella finzione narrativa, sono ancora attuali e possono adattarsi bene anche alle intelligenze artificiali: per capirci, lo scrittore si è immaginato i rischi delle AI già negli anni ‘40!

Fotogramma da "I, Robot", regia di Steven Spielberg
Come si sceglie un libro di fantascienza?
Premessa: ci sono grandi film di fantascienza, “Blade runner”, “2001 odissea nello spazio”, la saga di “Star Wars”. Ci sono anche i fumetti, ma per chi vi scrive la fantascienza migliore è quella dei libri: è più filosofica, più riflessiva. E in più, nella lettura, l’immaginazione dello scrittore si somma a quella del lettore, dando vita a una sorta di fantascienza all’ennesima potenza.
Quindi, come scegliere un libro di fantascienza? Risposta provocatoria: totalmente a caso! Le bancarelle, i mercatini dell’usato, sono pieni di volumi di fantascienza, in particolare di “Urania”, storica Collana della Mondadori, nata negli anni ’50.
La copertina del primo numero di "Urania"
E continuando con la provocazione: il detto “Non si giudica un libro dalla copertina!” non vale per la fantascienza. Le copertine di “Urania” sono un culto, sono un mito, sono delle piccole opere d’arte, evocano universi che esplodono quando si legge il libro.
Due consigli di lettura
Se davvero volete uscire di testa, leggete qualcosa di cyberpunk, magari iniziate da “Neuromante” di William Gibson, piccolo gioiello del filone. È la fantascienza dove si parla di cyberspazio, di pirati informatici che si muovono nella “matrice”, di furto di informazioni e dati, di ibridazioni fra corpo e macchina: sono cose immaginate e scritte a inizio anni ’80, quando dell’internet come lo conosciamo oggi non c’era nulla.
E poi, il genere letterario descrive spesso un mondo dominato da un groviglio di tecnologia, potere, politica, controllo dell’informazione: profetico?
Secondo consiglio: Philip K. Dick, partendo magari da “Ma gli androidi sognano pecore elettriche”, a cui è ispirato il film “Blade Runner” di Ridley Scott.

Philip K. Dick
Nel 1956, Dick scrive anche il mitico racconto “The Minority Report”, da cui è tratto il film di Spielberg con Tom Cruise. Il racconto parla di quella che oggi viene definita “polizia predittiva”: lo scrittore si immagina una divisione di “polizia pre-crimine”, che arresta la gente senza che questa abbia ancora commesso un crimine, in base all’analisi del loro profilo, in base al loro alto potenziale di compiere un reato grave.
Ora, oggi questa pratica investigativa, con l’intelligenza artificiale, si potrebbe fare facilmente e naturalmente c’è che ci pensa. Tanto è vero che l’Europa ha vietato l’uso delle AI per scopi di “polizia predittiva” nel febbraio 2025, settant’anni dopo il racconto profetico di Philip Dick! Capito quanto era visionario l’autore?
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Alphaville 25.03.2025, 12:05
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