Ambiente e sostenibilità

Semi e orti a scuola: coltivare la sostenibilità

Una giornata di scambio di semi all’insegna della condivisione e della partecipazione

  • Ieri, 11:30
04:57

Intervista a Nicolò Osterwalder, esperto per la Scuola dell’obbligo delle Scienze naturali

RSI New Articles 04.04.2025, 10:34

  • Alessia Rauseo
  • Alessia Rauseo
Di: Emma Berger 

Le giornate dedicate allo scambio dei semi e delle piantine sono un’occasione per preservare varietà di ortaggi rare e promuovere la biodiversità. Mercoledì 2 aprile, presso il Centro Professionale Tecnico di Locarno (CPT), si è svolto un evento promosso dalla Sezione delle scuole comunali (SeSCo) e dalla Sezione dell’insegnamento medio (SIM), in collaborazione con l’Associazione no-profit ticinese Orto a Scuola. All’iniziativa hanno partecipato classi di tutte le età e associazioni attive nell’educazione ambientale.

I semi condivisi dalle classi erano quelli raccolti nei loro orti scolastici: grazie a questo scambio, gli studenti hanno potuto presentare i frutti del loro lavoro, rimettere in circolo i semi e raccoglierne di nuovi da piantare nell’orto di quest’anno.

Gli orti didattici come laboratorio sociale

È Nicolò Osterwalder, esperto per la scuola dell’obbligo delle Scienze naturali, a sottolineare l’importanza degli orti didattici: «Gli orti didattici si inseriscono molto bene in quella che è la scuola oggi, perché permettono di lavorare in un contesto reale, di avvicinarci al territorio, alla terra, di fare delle attività all’aperto, manuali, che insegnano a prenderci cura dell’ambiente e soprattutto a prenderci delle responsabilità. Oltretutto, nell’orto si lavora in tante persone e questo ci aiuta anche a sviluppare un senso di partecipazione».

Gli orti didattici rappresentano un prezioso strumento educativo che abbraccia diversi aspetti della società. Innanzitutto, sensibilizzano gli allievi e le allieve sull’importanza della sostenibilità ambientale, mettendo in evidenza il ruolo centrale della produzione alimentare. «Il fatto di approcciarsi all’orto ci permette di ragionare, per esempio, sulla provenienza dei cibi che mangiamo; si può lavorare discutendo di alimenti a chilometro zero e capire come cambia l’impatto ambientale di un alimento locale rispetto a quello che dobbiamo importare da lontano. Questo ci porta anche a riflettere, per esempio, sugli stili di consumo», afferma Osterwalder.

Noi, con il piano di studio, lavoriamo in una prospettiva di sostenibilità secondo un modello di sostenibilità forte, che prevede una forte interazione tra quelli che sono gli aspetti ambientali, ma anche sociali ed economici

Nicolò Osterwalder, esperto per la scuola dell’obbligo delle Scienze naturali

Coltivare le verdure a scuola permette anche di essere più consapevoli sul ciclo del cibo e sul discorso della sostenibilità economica: «Tante scuole utilizzano i prodotti dell’orto nei corsi di educazione alimentare, per cui abbiamo anche una sorta di micro-economia circolare, aspetto anch’esso interessante, che contribuisce a poter “festeggiare” cucinando dei cibi che provengono proprio dall’orto».

Infine, l’orto offre gratificazione e gioia a chi se ne è preso cura, ripagando gli sforzi con i loro ortaggi.

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Il pomodoro del nonno

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  • iStock
  • Elena Caresani e Maria Pia Belloni

Gli orti didattici offrono anche la possibilità di far conoscere ai ragazzi e alle ragazze frutta, verdura e fiori che non si trovano normalmente nella grande distribuzione e quindi di promuovere la biodiversità. Durante la giornata di mercoledì 2 aprile si sono infatti scambiate semenze di varietà più rare - come per esempio la zucchina spinosa, il cavolo portoghese o i papaveri di Poschiavo - alcune provenienti da Paesi stranieri e altre ancora di ProSpecieRara.

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Oltre agli istituti scolastici, erano presenti anche associazioni e fondazioni che hanno offerto spunti e supporto ai docenti interessati a intraprendere il progetto degli orti didattici. Tra queste, éducation 21, centro di competenza nazionale per l’educazione allo sviluppo sostenibile, che sostiene anche progetti nelle scuole; due associazioni specializzate in orti didattici, Lortobio e Orto a Scuola; il Laboratorio di Preparazione Didattica (LPD), che supporta sia i docenti di Scienze della scuola media sia quelli delle scuole comunali; e altre fondazioni come Scuola in fattoria (SIF), WWF e Silviva.

Conservare a casa i semi per l’anno successivo

Per chi volesse conservare i semi degli ortaggi coltivati a casa, RSI Kids ha preparato alcuni documenti che spiegano come conservare e preparare i semi e le piantine da scambiare, così come alcuni lavoretti e ricette prese dal nostro archivio, che vedono protagoniste le verdure dell’orto, le erbe aromatiche e i semi.

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