Approfondimento

“Guardare” attraverso la neve per scoprirne i segreti

Uno strumento sviluppato dall’Istituto SLF di Davos permetterà di migliorare la ricerca sulle valanghe

  • Oggi, 05:53
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Lo SnowImager "vede" attraverso la neve grazie agli infrarossi

  • Matthias Jaggi SLF
Di: Marc Melcher (SRF)/sf 

Quanta neve c’è sulle Alpi? Com’è composta? Com’è strutturato il manto nevoso e, soprattutto, che effetto ha sul pericolo di valanghe? Queste domande occupano i ricercatori dell’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe SLF di Davos da anni.

Perché la neve non è tutta uguale. La densità della neve fornisce importanti indizi sulle sue proprietà, come ad esempio la stabilità. La neve compatta è più stabile e meno soggetta a valanghe. La neve soffice può scivolare più facilmente. Per valutare meglio la neve, si utilizzano sempre più dispositivi ad alta tecnologia, come quello sviluppato proprio dall’SLF.

La neve non è tutta uguale (Regionaljournal Graubünden, SRF, 06.02.2025)

Finora l’SLF misurava la densità della neve manualmente, prendendone un campione con una pala. Veniva poi misurato il volume e pesato per stabilirne la densità. Un metodo semplice, ma non rapido o particolarmente preciso, afferma Lars Mewes, collaboratore scientifico dell’istituto di Davos.

Valutare meglio il rischio di valanghe

L’SLF ha quindi lavorato per anni a un dispositivo simile a una macchina fotografica e ora lo ha fatto brevettare. Funziona fotografando i cristalli di neve grazie agli infrarossi, catturando immagini ad alta risoluzione dei fiocchi di neve per analizzarne la struttura, la forma e anche la densità dei singoli strati di neve. Delle immagini che aiutano i ricercatori a comprendere meglio le caratteristiche della neve e a valutare più accuratamente il rischio di valanghe.

La speciale telecamera ha la forma di una scatola. È alta circa 50 centimetri e assomiglia un po’ a uno studio fotografico, dice Lars Mewes. Per poter misurare la neve con estrema precisione, è possibile portare il campione di neve in laboratorio per una tomografia computerizzata. I risultati sarebbero ancora più precisi, spiega Mewes. Tuttavia, la procedura è anche molto laboriosa.

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Dei LED emettono gli infrarossi e due piccole telecamere ne misurano il ritorno

  • Bruno Augsburger SLF

Lo SnowImager, invece, fornisce i dati lo stesso giorno. Così si è trovata una nuova soluzione intermedia. E da qualche tempo Mewes sta raccogliendo esperienze con il nuovo strumento di misurazione. Secondo l’SLF, lo sviluppo di questo nuovo strumento di misurazione è costato ben oltre 100’000 franchi. Al momento, lo SnowImager esiste solo come prototipo. Il prossimo passo sarà portarlo alla produzione in serie.

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L'esempio di un risultato fornito dallo SnowImager

  • Bruno Augsburger SLF

Dati per la ricerca sul clima

In futuro, la fotocamera non sarà utilizzata solo per gli avvisi sulle valanghe. I dati e le conoscenze acquisite potrebbero essere di interesse generale anche per la scienza e la ricerca sul clima, afferma Mewes.

Per chiarire questo potenziale, i ricercatori hanno già utilizzato il dispositivo anche in Antartide: “L’anno scorso un collega ha lavorato a meno 45 gradi”, dice Mewes. Da un lato per scoprire cosa può sopportare il dispositivo, “dall’altro si tratta anche di capire come funziona la neve in Antartide”.

Capire come funziona la neve in Antartide, in Groenlandia o a Davos, è quello che l’SLF vuole scoprire, ora anche con l’aiuto dello SnowImager.

Un’idea nata durante la pandemia

La strada è stata lunga per lo SnowImager. 30 anni fa, all’SLF furono realizzate immagini del manto nevoso con pellicola a infrarossi sul vicino passo del Flüela. L’idea era di rappresentare un profilo della neve in diverse tonalità di grigio.

L’esperimento ebbe successo, gli strati erano chiaramente visibili. Tra il 2005 e il 2007 fu completata una prima tesi di dottorato su questo argomento e successivamente fu sviluppato un dispositivo per determinare la dimensione dei grani di neve. Misurare la densità rimaneva un lavoro manuale faticoso. Solo durante il periodo del Covid emerse l’idea di una possibile soluzione.

Il prototipo si è dimostrato valido, afferma Lars Mewes. Lo SnowImager analizza il manto nevoso più velocemente e in modo più oggettivo rispetto alle persone che creano un profilo della neve tradizionale.

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Notiziario

Notiziario 19.02.2025, 22:00

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