È la primavera del 1995 e in Ticino, nell’agenda politica, c’è un appuntamento importante: il 2 aprile sono infatti in programma le elezioni cantonali. In quel periodo il Ticino sta attraversando un periodo di crisi: economica, del lavoro, ma anche politica, con i partiti storici che non se la passano molto bene. In campagna elettorale i partiti di Governo devono pure fare i conti con un movimento nato quattro anni prima, nel 1991, in via Monte Boglia a Lugano. Il fondatore è Giuliano Bignasca e il movimento è la Lega dei Ticinesi.
Dopo i primi clamorosi risultati ottenuti quattro anni prima, in quella primavera la Lega dei Ticinesi ha un solo obbiettivo: entrare nella “stanza dei bottoni” eleggendo almeno un consigliere di Stato. E il risultato di quelle elezioni è clamoroso: con un balzo di oltre 7 punti percentuali rispetto a 4 anni prima, la Lega entra in Governo. Lo fa, per dirla con le parole del presidente a vita, con “la faccia del fidanzato che ogni mamma vorrebbe per sua figlia”, ovvero Marco Borradori, avvocato, incensurato, dai modi gentili. A farne le spese è l’allora PPD, oggi Centro, che vede svanire il secondo seggio in Consiglio di Stato.
Il resto è storia politica cantonale, con le crisi dei consensi che arrivano puntuali, ma nonostante le previsioni nefaste degli osservatori, alle elezioni del 2011 la Lega piazza il clamoroso raddoppio con Norman Gobbi, questa volta a danno dei liberali. Insomma, da quel 2 aprile 1995 il Ticino è cambiato e con lui la politica che lo governa, con la Lega dei Ticinesi che da 30 anni è in Consiglio di Stato, da quasi 15 con la maggioranza relativa.
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